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Il Giornale

Vino - L’Emilia-Romagna al suo top ... Torniamo alle principali Denominazioni regionali, dove si producono vini notevoli sia tradizionali sia innovativi. Sui Colli Piacentini, due casi emergenti si chiamano la Macchiona de La Stoppa, 0523/958159, un uvaggio fitty-fifty di Barbera e Bonarda (se passate chiedete dell’enologo Giulio Armani, una persona gentile) e Sorriso di Cielo, una Malvasia delicata e seducente della Cantina La Tosa, 0523/870727. Cabernet Sauvignon internazionali, ormai naturalizzati sui Colli Bolognesi, sono il Rosso del Vigneto delle Terre Rosse, 051/755845, della famiglia Vallania e il Bonzarone della Tenuta Bonzara, 051/6768324.
La Romagna, per parte sua, non dorme. Sono ormai diverse le aziende che hanno messo mano ai portafogli per investire nel vigneto e in cantina. Risultato: da alcuni anni si presentano sui mercati con grandi vini. Stefano Ferrucci, ad esempio, non scherza a Castelbolognese (Ravenna), 0564/651068; il suo ottimo Sangiovese di Romagna Domus Caia Riserva nasce dopo un appassimento delle uve in piccole casse, per 60-80 giorni a seconda dell’anno; la sua Albana di Romagna Passito Docg si chiama Domus Aurea, giustamente, per via del colore intenso che ricorda l’oro. A Bertinoro, nella provincia di Forlì-Cesena, Graziella Pezzi e suo figlio Jacopo della Fattoria Paradiso, 0543/445044, sono sempre in pirma linea per valorizzare i loro prodotti. Intrigane il Mito, a cominciare dall’etichetta disegnata dal premio Nobel Dario Fo. E’ un bland di uve foreste: Merlot (50%), Cabernet Sauvignon (45%) e Syrah (5%); un vino complesso e intenso.

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