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Il Giornale

Il Bordeaux in crisi diventa carburante. Miti infranti. Due milioni e mezzo di bottiglie di vini francesi inviate alla distillazione per tentare di sostenere i prezzi…Chi se lo sarebbe mai immaginato, Bordeaux e Borgogna, i famosi e pregiati vini francesi finiranno alla distillazione: ben due milioni e mezzo di bottiglie saranno condannate ad una fine ingloriosa. I rossi di pregio finiranno in distillati e persino in carburante. E’ la più grave crisi dei vini d’Oltralpe, cui fa da contrappunto il successo di quelli italiani soprattutto quelli di pregio. E’ la prova della verità – ha spiegato al quotidiano francese Liberation Xavier Carreau, presidente della Federazione dei grandi vini di Bordeaux - siamo pronti a portare i nostri stock alla distillazione per tentare di far risalire i prezzi. La situazione è precipitata nell’ultimo anno, ma era ormai da tempo che i grandi del Bordeaux e della Borgogna faticavano a trovare clienti: colpa di un’immagine forse un po’ invecchiata, forse di un tradizionalismo che per un po’ ha fatto premio, ma che ora si sta rivelando una palla al piede.
E la crisi, a quanto pare, si è allargata a macchia d’olio su tutti i mercati: da quelli tradizionali europei a quello ricchissimo degli Stati Uniti. E se da un lato i vini italiani stanno erodendo lo spazio ai francesi nella fascia alta di prodotto, in quella media sono gli australiani e i cileni, oltre ai sudafricani e ai californiani, a passare all’attacco, forti di un prodotto giovane, magari un po’ di massa, ma che va bene per ogni palato che si accontenta di un gusto standard.
Ecco, la crisi forse è tutta lì: aver tenuto alta la qualità, ma senza la capacità di cambiare o di proporre prodotti nuovi. In Italia un vino come il Sagrantino di Montefalco, fino a pochi anni fa un illustre dimenticato, è diventato un prodotto di pregio che non conosce crisi. Come pure il Barolo sta allargando sempre più la sua clientela oltre Atlantico. Al punto che il rischio dei vini italiani sta nel loro successo: forti della continua espansione i produttori stanno premendo l’acceleratore sui prezzi in maniera pericolosa. Forse il caso francese ha qualcosa da insegnare anche in Italia

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