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Il Giornale

Raboso del Piave. Il Veneto in rosso ... Conoscer e la viticoltura del Piave, pianura a cavallo tra Treviso e Venezia, significa intraprendere un percorso nelle pieghe di quella ricca e contraddittoria personalità del suo vitigno locale, il Raboso del Piave. Da non confondere con il Raboso Veronese, è una varietà probabilmente originata dalla domesticazione di una vite selvatica che a contatto con quei suoli così profondi dona rossi, talvolta passiti, dall’aria scarmigliata, con i tannini che graffiano, l’acidità che punge e i profumi che spaziano dalla terra, alle erbe, fino alle spezie più balsamiche. Sebbene non siano vini eleganti, nelle mani di Giorgio Cecchetto di Vazzola, info@rabosopiave.com, il suo interprete più moderno, trovano una disciplina e una quadratura di sorprendente levatura. Provate il suo 2005 per credere. Bravi sono anche Omelia Molon e Giancarlo Traverso, ofnellamolon. it, che a Salgareda, in una splendida dimora di campagna, producono un Piave Raboso che anche nel 2005 è saporito, autentico, appagante. Addirittura formidabile è infine la prestazione di due Raboso Passito: il Rebecca 2004 di Tessere a Noventa di Piave, info@tessereonline.it, e il 2007 della Tenuta Bonetto delle Tezze a Vazzola info@bonottodelletezze.it. Costano tutti tra 15 e 20 euro in enoteca.

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