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Il Giorno

Vino, «fusione» di qualità ... Il settore vinicolo è in fermento anche se corre un rischio: quello di arenarsi sulle secche del successo, stretto, ormai, tra dimensioni aziendali troppo ridotte e prezzi oggi fuori controllo, sia dei terreni, sia del prodotto finito. È l'analisi condivisa da grandi «vignaioli» e manager della finanza che, però, si dividono sulla terapia, emersa al Salone del Vino di Torino nel corso del forum su «Le acquisizioni nel settore vinicolo». Se i grandi «vignaioli» si dicono sicuri che si andrà verso fusioni e concentrazioni, i secondi insistono per una «finanziarizzazione» attraverso vari strumenti: dal private equity alla quotazione in Borsa, anche se poi la maggiore preoccupazione viene dall'andamento dei prezzi. Al centro del Forum, la qualità e sulle cantine di pregio sono pronti a scommettere i grandi operatori finanziari come il Fondo Opera, è stato citato al convegno, che ha provato a comprare sia la Corvo di Salaparuta, sia la Sella&Mosca, ma non c'è riuscito «perchè - secondo l'amministratore delegato del Fondo Opera Renato Preti - i prezzi sono troppo alti. Sul fatto, comunque, che occorra puntare alla qualità sono d'accordo anche i «vignaioli».«C'e una corsa alla qualità - ha sostenuto Gianni Zonin - che non sempre, però, rispetta gli equilibri aziendali e di mercato. Per questo il futuro sarà quello delle concentrazioni per fusione di più aziende». Una previsione che è già realtà. Pensiamo alla casa vinicola Caldirola di Missaglia (Lecco): joint venture tra la storica casa di Nando Caldirola e la Enofood Srl che fa capo alla famiglia Barbieri di Scandiano (Reggio Emilia). Gli scambi azionari e di quote sociali porteranno alla creazione nel 2003 di un nuovo gruppo che avrà una direzione unitaria. A Missaglia lo stabilimento che dà lavoro a 75 persone si specializzerà nell'imbottigliamento dei vini fermi. In Emilia invece avverrà la pigiatura e la lavorazione dei vini sfusi. Ma la Lombardia ha visto concretizzarsi un'altra grande «operazione»: il Gruppo Campari, azienda storica nata a Sesto San Giovanni, ha acquisito Zedda Piras, che controlla il 67,62% di Sella&Mosca: con oltre 6,6 milioni di bottiglie e 500 ettari di vigneti in Sardegna è uno dei più importanti operatori vitivinicoli italiani e una realtà emergente nel comparto dei vini di alta gamma.

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