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Il / Il Sole 24 Ore

Grappolo d’oro ... Una gallina capace di deporre uova d’oro è, sfortunatamente, una rarità. Il vino offre un esempio eccellente in questo senso: lo champagne. Nessuna regione impone prezzi medi più alti per i suoi vini di questa anonima catena di colline di gesso nel nord-est della Francia; nessuna è così fittamente coltivata all’interno dei confini esistenti; nessuna denominazione francese è più redditizia; e il fatturato a livello mondiale tocca livelli da record. Si è ora deciso di mettere all’ingrasso la gallina estendendo l’area in cui è possibile coltivare le uve da champagne. Si ritiene infatti che una maggiore massa corporea possa incrementare ulteriormente la produzione d’oro. Attenzione a non esagerare, però, altrimenti il prezioso volatile potrebbe finire per cadere dal trespolo.
Finora gli esperti hanno decretato che 40 nuovi villaggi meritano di essere inclusi nella zona di produzione, mentre due villaggi esistenti devo-I no essere esclusi. Vi sono molti ricorsi pendenti: almeno 100 villaggi si sentono trattati ingiustamente. Entro marzo 2009 sarà preparato un elenco definitivo. Questo, però, è solo l’inizio. Seguirà poi la fase cruciale di definizione dei lotti, vale a dire dei pezzetti esatti di terreno dove sarà consentito piantare vigne, non solo nei 40 nuovi villaggi (il cui numero potrebbe aumentare in sede d’appello), ma anche in tutti i 319 villaggi esistenti dove la coltivazione è già in corso. Poiché gli esperti indipendenti lavoreranno per un massimo di 30 giorni l’anno, questo processo richiederà almeno cinque anni prima di poter iniziare la piantumazione. Nella regione Champagne, l’uva prodotta da viti con meno di tre anni d’età non può essere usata e lo champagne non può essere immesso sul mercato se non è invecchiato di almeno 15 mesi. L’attesa sarà lunga. Ma cos’è che fa gola? Un normale terreno agricolo nelle aree fuori della denominazione vale oggi tra i 5 mila e i 15 mila euro l’ettaro; il prezzo medio di un terreno coltivabile a vigneto nella regione Champagne nel 2007, invece, era pari a 734 mila euro l’ettaro e saliva a un milione di euro per un ettaro di pregiato terreno Grand Cru. I più cinici ritengono che gli ampliamenti siano soprattutto una manovra finanziaria e che la qualità dello champagne ne risentirà. Per averne dimostrazione, però, bisognerà attendere più di dieci anni.

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