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Il Mattino

Sotto il sole meglio il bianco doc ... «È finito l’effetto resveratolo, la gente vuol sentirne parlare un po’ di meno». Così Enzo Ercolino dei Feudi San Gregorio commenta il risultato del sondaggio del sito www.winenews.it sui vini dell'estate dal quale emerge con forza la voglia di bianco dei consumatori in questi giorni caldi. Il resveratolo è la sostanza antiossidante che ha fatto la fortuna del vino rosso nel corso degli anni '90, quando si scoprirono i suoi benefici effetti nella prevenzione dell'infarto e di altre malattie che ossessionano la civiltà opulenta. Così il mercato anglosassone ha orientato il consumo, e dunque la produzione, quasi esclusivamente verso il vino rosso perché questa sostanza è contenuta nella buccia del chicco d’uva.
Torna la voglia di bianco, dunque, con una novità: nel sondaggio la Campania è immediatamente alle spalle della regione bianchista per eccellenza, il Friuli, piazzando da sola tre vitigni autoctoni come nessuno può fare in Italia: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Falanghina sono i vini più conosciuti dai consumatori italiani. «Il sondaggio dimostra - commenta Ercolino - un ritorno alla normalità, le scelte degli appassionati si orientano verso i vitigni autoctoni spinti dalla curiosità e la nostra regione, ma credo quasi tutto il Sud, ha le carte in regola. Ovunque le aziende ormai vinificano bene e il rapporto tra la qualità e il prezzo è molto favorevole». La Campania, regione bianchista per eccellenza nonostante negli ultimi anni questo dato sia stato offuscato, anche qui, dalla rincorsa un po’ ovunque verso il rosso, fa mangiare la polvere al Trentino, all'Alto Adige, alle Marche, persino alla Sicilia. Un successo che non è improvvisato, non a caso il numero dei vitigni autoctoni bianchi è più alto dei rossi: pensiamo, oltre ai tre citati, a Coda di Volpe, Biancolella, Forastera, Asprinio, Pallagrello Bianco, Ginestra, Fenile e tanti altri ancora su cui si sta lavorando. Terreno vulcanico, buone escursioni termiche nelle zone interne e tradizione sono le ragioni alla base di questo successo commerciale di cui il sondaggio riflette la tendenza.
Nella «sfida» delle bollicine made in Italy vince, invece, la Franciacorta, seguita da Conegliano e Valdobbiadene, con il Prosecco, e dallo spumante Trentino. Gli appassionati in vacanza, quindi, provano soprattutto i vini bianchi da vitigni autoctoni e, con questa scelta, confermano una tendenza in crescita, che premia la tipicità contro l'omologazione dei soliti vitigni cosiddetti internazionali, che, comunque, dimostrano di saper mantenere ancora un forte appeal.
Il sondaggio di Winenews ha eletto anche le «firme» del vino dell'estate 2004. Quelle più citate, con le diverse etichette, e in rigoroso ordine di classifica sono: alla pari, Planeta e Bellavista, quindi San Michele Appiano, Ca' del Bosco, Ferrari, Feudi di San Gregorio, Jermann, Castello della Sala (Antinori), Donnafugata, Berlucchi, Venica&Venica, Argiolas, Livio Felluga, Schiopetto, Mastroberardino, Santa Margherita, Sella & Mosca, Umani Ronchi, Cantina di Terlano.
Ma, nelle scelte degli intervistati, tanti sono stati i riferimenti all'importanza del rapporto qualità-prezzo: ed in questo senso sono stati segnalati soprattutto i nomi dei due mostri della cooperazione italiana: in Trentino, la Cantina La Vis, ed in Sicilia, con i vini di Mandrarossa, la cantina Settesoli. Tanti anche quelli che, all'opposto, hanno tessuto le lodi del mitico Trebbiano d'Abruzzo di Valentini e della Ribolla Gialla di Gravner, dimostrando una predilezione particolare verso i vini di nicchia e per intenditori.

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