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Il Mattino

Uve tipiche il tesoro nel vigneto… Investire nella ricerca, nella tipicità del territorio e mantenere i prezzi contenuti. Questa la ricetta comune sulla quale tutti si sono trovati d’accordo al termine del Forum promosso dal Mattino e da Vitigno Italia al via Chiatamone. Due ore di serrato confronto tra cinque enologi di fama che hanno fatto e fanno tendenza nel nostro paese: Carlo Ferrini, Franco Giacosa, Lorenzo Landi, Luigi Moio, e Angelo Valentini.
Esperienze a confronto per presentare il primo Salone del Vitigno Autoctono e tradizionale in programma a Napoli da 3 al 5 giugno alla Mostra d’Oltralpe.
Il presidente Chicco De Pasquale ha introdotto a discussione partendo dai dati dell’iniziativa: «La scelta di non fare una fiera generalista ma centrata sul tema specifico dei vitigni autoctoni ha anticipato il dibattito italiano e ha dato risultati concreti. Ad oggi abbiamo 250 iscritti al Salone».
La sfida dei prossimi anni è mortale: «Non solo abbiamo i prodotti del Nuovo Mondo – ha detto Vito Amendolara vicepresidente della Camera di Commercio e direttore regionale della Coldiretti – ma anche gli ogm all’orizzonte e su questo la viticoltura italiana deve scegliere quale strada imboccare sapendo che è irreversibile. Per difenderci sui mercati dobbiamo imparare a vendere tutta la filiera enogastronomica come abbiamo fatto in Giappone.
Il successo dell’iniziativa – ha aggiunto il coordinatore dello sportello regionale per la internazionalizzazione delle imprese della Campania, Carlo La Mura – dipende dai buyer che ci visiteranno e sono sicuro che potranno trovare molte belle sorprese. Il forum è stato centrato sulla storia della viticoltura italiana, molto più giovane e recente di quella francese che, a giudizio dei cinque winemaker, ha fatto qualche errore di crescita. Errori fisiologici, inevitabili per certi versi, a cui ora sta ponendo rimedio il mercato: la crisi di vendite spinge tutti a guardare in faccia la realtà e di fronte ai prodotti “one dollar one bottle» non c’è altra strada per difendere l’agricoltura italiana che rifugiarsi nella qualità, così come è avvenuto in tanti altri settori, compresi quelli agricoli.


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