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Il Mattino

E in Campania è boom degli spumanti ... Anche in Campania la tendenza è comprimere il prezzo delle uve. “Mi pare la solita tattica dei vinificatori - dice l’enologo Enzo Mercurio - ma è bene prima andare a vedere come va a finire, anche negli anni passati si diceva la stessa cosa ma poi sulla pianta non è rimasto nulla”. In realtà, se è vero che il reddito vitivinicolo si abbassa costantemente è anche vero che la produzione campana è ancora la metà del consumo interno e dunque ci sono margini di crescita di mercato. Questo è il motivo per cui i prezzi delle tre docg sono costantemente al di sopra dei 5 euro e, in generale, i vini della Campania sono ancora più costosi di quelli prodotti dalle regioni del Sud, spinti maggiormente verso i tetti toscani e piemontesi a certi livelli.
Ma questo aspetto non indica che la regione guadagna posizione; riflette piuttosto la esiguità del sistema vino rispetto al complesso del comparto agricolo dove il reddito punta alla zootecnia e alle coltivazioni intensive della pianura, mentre in collina resta l’olivo la pianta principe. Ad ogni modo il consumatore può fregarsi le mani: l’abbassamento generale dei prezzi comunque tiene bloccati anche quelli in Campania, ormai fermi da almeno sei anni mentre l’andamento stagionale, con il buon caldo di luglio e di agosto, appare sinora molto equilibrato. E indice di buona qualità.
Già è iniziata la raccolta per le uve destinate alla spumantizzazione, un vero e proprio boom di vendita, a breve si prosegue con il piedirosso e le uve bianche della costa. Poi sarà la volta della Falanghina e infine, come di consueto, toccherà a greco, fiano e aglianico delle zone interne più fredde, per le quali è impossibile fare una previsione perché molto dipenderà dal mese di settembre. “Un po’ di pioggia, poi il sole e sarà un bel millesimo” pronostica intanto Antonio Caggiano di Taurasi. Nel Bel paese, complessivamente, nel primo trimestre del 2009, il valore delle esportazioni italiane si è già ridotto del 9,2% rispetto al 2008, ma ha anche permesso di mantenere i volumi che, nello stesso periodo, hanno ceduto appena lo 0,3%. In particolare, i valori oscillano dal -8,3% del vino in bottiglia al -14% degli spumanti, passando per il -12,5% del prodotto sfuso. Altra tendenza che si delinea è persino il calo della domanda per il vino sfuso (-5,5%) e l’espansione dei vini in bottiglia (+1,1%) e degli spumanti (+17,3).

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