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Il Messagero

Una Ribolla Gialla per i crostacei ... Neanche il tempo di riflettere sulla maratona che ha visto sfilare le ultime annate di Chianti, Nobile e Brunello, ed ecco che Montalcino (pur se indirettamente) continua a far parlare di sé. Nella fattispecie grazie al Castello della Velona, splendido maniero trecentesco nei pressi dell'Abbazia di Sant'Antimo, risalente addirittura a Carlo Magno: attualmente in produzione con cinque ettari, è stato acquistato martedì scorso nientepopodimeno che da Silvio Berlusconi. Solo nel 2007 si potrà assaggiare in bottiglia l'annata 2002 (sembra, al riguardo, che dalle attuali 5.000 bottiglie si voglia arrivare ad una produzione di 30.000): nel frattempo, comunque, Montalcino (da sempre, tra l'altro, comune guidato da giunte di sinistra) aspetta con giustificata curiosità colui che, anche volendo prescindere dal ruolo istituzionale, rimane pur sempre l'imprenditore più ricco d'Italia.
Un affare conclusosi proprio mentre un altro grande ambito enologico italiano, il Friuli Venezia Giulia, muoveva virtualmente verso Roma per presentare alcuni suoi celebrati campioni (anche stasera, al St. Regis Grand, sarà possibile partecipare ad una cena approntata da alcuni tra i migliori chef della regione: per informazioni 06.47092736). Lo ha fatto con "Le donne del vino", associazione presieduta in Friuli da Michela Sfiligoi, che ha presentato per l'occasione il Premio Carati d'Autore: assegnato per il 2002 all'enologo Giuseppe Lipari, alla produttrice Ornella Venica, al giornalista Giovanni Chiades e allo skipper Stefano Rizzi.
Quelle donne che sarebbero tanto piaciute ad Alberto Sordi: lo scapolone per eccellenza del cinema italiano che ieri, per l'ultima volta, la capitale ha abbracciato con un calore e una commozione degni degli uomini capaci di lasciare un segno indelebile, nella mente e nel cuore. Sarà tenero levare idealmente i calici al suo ricordo, allora: magari proprio con un vino della stessa Sfiligoi. Andrà benissimo la Ribolla Gialla Lorenzon 2002 (6-7 euro), dal colore paglierino e con ricordi di glicine, mela verde e pompelmo. In bocca è fresco, nervoso, erbaceo, di discreta persistenza. Decisamente indicato per crostacei e per paste o risotti alle erbe. Perché: "Maccarone, tu m'hai provocato e io ti distruggo!".

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