02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Il Messaggero

Slow Food a Torino, cd rom Coop, Mtv e De Agostini, brindisi con Giada violacea, ideale per l’amatriciana ... E’ iniziata la parata. Il Salone del Gusto (www.slowfood.it) si è messo in moto da ieri, per fare del Lingotto di Torino l’epicentro della gola. Anzi, il "villaggio globale della gastronomia e dei prodotti agroalimentari", citando la definizione che di questo salone ha voluto dare Slow Food. Quel movimento organizzatore della kermesse che vuole allontanare i suoi adepti dal cosiddetto consumo massificato. E’ indubbio comunque, aldilà di qualunque ideologia, come sia impossibile trovare altrove una concentrazione così parossistica di vini mozzafiato (c’è veramente il meglio del meglio del mondo), di chef capiscuola e di prodotti pressoché introvabili. Oltre a degustazioni guidate, cene presentazioni e quant’altro. Cinque giorni di fuochi olfattivi e papillari, insomma. In mezzo a tanto Nirvana, fuori di lì magari irreperibile (o alla portata di pochi) ben venga allora "In viaggio tra i vini d’Italia": il CD Rom che sarà presentato proprio domani al Lingotto, e per la cui realizzazione hanno unito le forze la Coop Italia, la De Agostini e il Movimento Turismo del Vino. Un testo multimediale che racconta tutto ciò che ruota attorno al vino italiano (Doc e Docg, produttori, ricette, aneddoti), muovendo dalle dieci vie consolari romane lungo le quali, nel tempo, tutto è nato e si è sviluppato.
Da Bacco all’elettronica, quindi: e allora per non dimenticare, in mezzo a tante sirene incantatrici, quanto l’uomo ha saputo fare anche in zone vitivinicole difficili, che talvolta ancora faticano ad acquisire ferma dignità internazionale (nonostante tutti gli aggiornamenti produttivi del caso), è d’obbligo stappare una bottiglia dell’Oltrepo’ Pavese. Che abbia addirittura radici in quella tradizione beverina, nonché leggermente frizzante, che negli ultimi anni è stata vista di sottecchi ma che si è sempre collocata sul mercato a prezzi abbordabilissimi.
Come la Bonarda Giada 2001 de La Costaiola (5,50-6 euro), da uva croatina. Rubino-violaceo all’occhio, il vino richiama al naso i frutti di bosco, la fragola, la ciliegia, la violetta. In bocca è gradevolissimo, fresco e pulito, mosso dall’anidride carbonica. Perfetto su piatti di pasta molto ricchi e sui salumi più grassi.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli