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Il Messaggero

Il “banchiere del vigneto” sceglie la Sicilia: la nuova sfida di Zonin si chiama Butera ... Il grande edificio è nuovo di zecca ma ha le tegole rosse in omaggio al passato. E’ avvolto dal silenzio e dal vento delle colline della Sicilia dell’interno. Anche da qui, dall’ex feudo dei principi di Butera, passa la riscossa del vino meridionale. Che in quest’area è guidata da un uomo del Nord Est, Gianni Zonin. Che precisa subito: «Siamo venuti in Sicilia non perché c’erano incentivi, ma perché qui si possono fare grandissimi vini. E la previsione dei miei tecnici, che a metà anni ’90 hanno individuato la zona di Riesi-Butera, si è dimostrata giusta». Da sempre quest’area, detta “Judeca", ha dato buoni rossi. Nel feudo di 250 ettari rilevato dal gruppo di Vicenza (che ha cantine in sette regioni italiane e una anche in Virginia, Usa) i vitigni erano stati estirpati per coltivare cereali, scelta seguita da molti in Sicilia e produttrice di guasti all’ambiente. Dal ’97, le viti sono state reimpiantate in questa terra calcarea bianca, ideale per il vigneto.
La cantina, che serba il nome del vecchio feudo, lavora oggi 20 mila quintali di uve. Sessanta serbatoi da 25 mila hl. ospitano le varie fasi di preparazione, a temperature basse e controllate, «per evitare — spiega il direttore Gaetano Maccarone, un siciliano con accento del Nord — l’uso di sostanze chimiche». Si cerca il più possibile di imitare, con mezzi moderni, i sistemi antichi, a partire dalla pigiatura, effettuata con rulli di gomma a distanza regolabile, in modo da adattarsi alle dimensioni dell’acino. Obiettivo: vini di gran qualità, che, dopo l’indicazione geografica tipica, l’anno scorso hanno ottenuto la Doc per l’area Riesi-Butera-Mazzarino.
La Sicilia è al centro degli interessi del gruppo Zonin, che ha investito anche nel settore del credito, rilevando gli sportelli di una banca di Trapani. L’investimento a Butera, costato oltre 20 milioni e parzialmente finanziato dall’Ue, dà lavoro fino a 120 persone. Obiettivo: arrivare a 600-700 mila bottiglie all’anno. «Voglio sfatare una leggenda: a volte, è più difficile investire a Nord che a Sud», dice Zonin. Minacce del crimine organizzato? «No, mai».

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