02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Il Messaggero

"Cantine Aperte" con un Orvieto Classico ideale sul pesce fritto ... E' un appuntamento ormai irrinunciabile, per tutti gli appassionati che desiderano conoscere più da vicino le realtà vinicole ed enologiche consumate a casa o al ristorante: ritenendo, com'è giusto che sia, che riscoprire fiori e frutti in un bianco o in un rosso abbia maggior valenza organolettica e culturale soprattutto una volta capite, sul posto, la filosofia e le tecniche legate a ogni prodotto. Stiamo parlando di "Cantine aperte", la manifestazione annuale che vedrà appunto aperte al pubblico, tra domani e dopodomani, oltre 900 cantine sparse su tutto il territorio nazionale: un'occasione per coniugare, anche grazie alle tante iniziative collaterali che ogni azienda ha predisposto per l'occasione, vino e gastronomia, degustazioni e concerti, assaggi e visite archeologiche o naturistiche. Tra le novità che quest'anno il Movimento Turismo del Vino, da undici anni organizzatore e coordinatore degli eventi, ha voluto proporre al pubblico (in sinergia con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta), c'è anche la possibilità di recarsi in visita presso alcune cantine seguendo determinati itinerari ciclistici che faranno tappa presso botti e bottiglie. Un Giro d'Italia gaudente e contemplativo, quindi: magari capace di rivelare un nuovo Mario Cipollini della degustazione, bravissimo nel coniugare al meglio naso e pedali, palato e polmoni (per informazioni, www.movimentoturismovino.it). All'interno di eventi come questi, però, è sempre doveroso ricordarsi delle aziende che invece si sono sempre qualitativamente mosse con discrezione e sobrietà, rifuggendo da rumore e riflettori. Come l'umbra Decugnano dei Barbi, in quel di Orvieto, da trent'anni seria e affidabile. Per rendersene conto basterà riassaggiare (oltre alla linea superiore detta "IL" al Decugnano Rosso o alla Pourriture Noble) il bianco cosiddetto "base": l'Orvieto Classico Superiore 2001 (8,50 euro). Paglierino con riflessi verdolini, al naso ricorda note erbacee, minerali, di mela, agrumi, nespola e nocciola. In bocca è fresco ma allo stesso tempo grasso e complesso, di bella struttura e buona persistenza. Ottimo per delle lasagne in bianco con verdure o con pesci di lago, meglio se fritti.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su

Altri articoli