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Il Messaggero

Quando lo champagne diventa “politico”. Dibattito su dove schierare gli status symbol del bere: il Prosecco collocato a sinistra ... Prosecco, o spumante? Anche un calice di bollicine può diventare un gesto politico? Ne hanno parlato, sul filo del gioco e dell'ironia scintillante, Bruno Vespa, Carlo Rossella, Lorenzo del Boca, in un dibattito sul colore (politico) del vino. La cornice? L'anfiteatro di botti nel cuore della cantina Bellavista, cantina leader della Franciacorta, uno dei cuori pulsanti dello spumante italiano, in occasione della decima edizione del premio fondato nel 1984 da Gianni Brera e Vittorio Moretti, presidente dell'azienda. Una manifestazione di forte spessore culturale, destinata a valorizzare la cultura del vino e la sua divulgazione. Premio speciale a Bruno Vespa, per il suo impegno eclettico da gourmet ad honorem poi, in un crescendo travolgente di bollicine e ricette del "divino" Gualtiero Marchesi - lo chef che opera nel relais tra i vigneti di Bellavista -, il dibattito si è snodato nello stile del salotto. Canzoni sul tema e poi riflessioni su vino e politica.
Cos'è la destra, e cosa la sinistra nel bicchiere? La confusione dei ruoli è grande, ma qualche idea salta lo stesso fuori. Partiamo dalle bollicine: lo Champagne, lussuoso status symbol, viene ascritto al gusto di destra, mentre il Prosecco, facile e conviviale si colloca a sinistra. Di sinistra è senza dubbio la riscoperta dei vitigni autoctoni. E' il trionfo dell'Aglianico, del Fiano, del Nero d'Avola (non inganni il colore), insomma. Per contro, nei salotti buoni della destra sono ospiti consolidati etichette come Barolo, Brunello o Sassicaia. Ma bisogna stare attenti, perché la Barbera - un tempo associata solidamente all'osteria operaia - adesso è diventato invece molto trendy. Di centro, in linea di massima, sono tutti i bianchi, ma anche lì con qualche distinzione. Il Frascati , per la sua natura gioiosamente "pop", strizza l'occhio a sinistra, mentre gli chardonnay californiani sono più associati alla destra. Persino al momento del dessert gli schieramenti possono avere i loro testimonial: Marsala per la destra e Passito di Pantelleria per la sinistra. La conclusione, però è cerchiobottista. In realtà il vino è al centro: Nel senso di essere nel cuore della nostra cultura golosa.

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