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Il Messaggero

Rosato salentino nuova perla fra i vini pugliesi ... Grandi risultati dalla riscoperta di Primitivo e Negroamaro... I vini pugliesi, e quelli salentini in particolare, hanno continuato fino alla fine degli anni 80 del secolo scorso ad essere utilizzati prevalentemente per il taglio dei “vini nobili” del Nord e della Francia. I tannini e gli zuccheri del Negroamaro e del Primitivo per secoli hanno dato colore, sapore e gradazione alcolica ai vini più disparati: perfino l’Amarone deve gratitudine al Salento. Poi la svolta, grazie all’azione di un pioniere, l’enologo Severino Garofano, che comprese le potenzialità di un grande vitigno autoctono, il Negroamaro, che esprime il meglio di sé con una particolare tecnica di lavorazione che prevede l’avvizzimento degli acini prima della vinificazione, su graticci o su pianta. Nacquero così vini come il Graticciaia di Agricole Vallone, il Patriglione di Taurino, e ultimo, il Le Braci di Masseria Monaci. Tre perle dell’enologia salentina che hanno fatto da battistrada per la realizzazione di altri rossi importanti, realizzati da giovani enologi salentini, cresciuti sulla strada della ricerca di qualità. In questa ricerca il Salento ha recuperato negli ultimi anni anche uno dei suoi marchi distintivi: il Rosato, un vino difficile, con una resa inferiore a quella dei rossi; il vino di una notte, perché in una notte nascono profumo, sapore e colore. Poche ore per un successo o per una debacle che la chimica non può aggiustare. Ne segnaliamo alcuni, ma se lo spazio non fosse tiranno tanti altri meriterebbero una menzione: Girofle di Masseria Monaci, Copertino; Five Roses di Leone De Castris, Salice, che è stato il primo rosato ad essere imbottigliato nei primi anni 40 del secolo scorso; Donna Marzia dei Conti Zecca, Leverano; Aruca di Santi Dimitri, Galatina; Rosa del Golfo di Calò, Alezio; Diciotto fanali di Apollonio, Monteroni, fermentato e affinato in botti di acacia; Danze della Contessa di Bonsegna, Nardò; Le Pozzelle di Candido, Sandonaci; Saturnino di Rubino, Brindisi; Solise di Lomazzi e Sarli, Latiano; Brindisi rosato doc di Cantine Santa Barbara, San Pietro Vernotico.

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