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Il Mondo

Si spaccano in due i big dell’Unione Italiana Vini. Dopo il flop di Miwine e il cambio di presidenti. Zonin da una parte, Rivella, Antinori e Frescobaldi dall’altra ... Esce Ezio Rivella, largo al nuovo presidente Andrea Sartori: giovedì 18 novembre si è consumata una profonda spaccatura all’interno dell’Unione Italiana Vini (Uiv), la maggiore organizzazione del mercato vinicolo italiano. La nomina di Sartori (giovane industriale titolare con la famiglia dell’omonima casa vinicola veneta), con il 75% di consensi, è infatti la fine di un braccio di ferro tra due schieramenti. Quello che conta tra le sue file Ferrari, Giv e Zonin, principale sponsor di Sartori. E’ quello che si è opposto al cambio di mano, disertando alla fine il voto, che comprende molte delle grandi firme del settore tra cui Antinori, Frescobaldi , Chiarlo, Donnafugata, Tasca dall’Almerita, Masi, Umani Ronchi, Banfi, Lungarotti. Il gruppo dei contrari sembra adesso intenzionato ad abbandonare l’Unione o comunque a spostare le proprie energie sulla Federvini, l’organizzazione presieduta da Piero Mastroberardino, che aderisce alla Confindustria. Ma che cosa ha determinato questa frattura? Tra le cause della discordia c’è la vicenda Miwine; il nuovo salone del vino promosso dall’Uiv con la Fiera di Milano, in antagonismo al Vinitaly di Verona, che non ha avuto successo e si è lasciato alle spalle anche una forte perdita di più di un milione di euro. Il flop ha esposto Rivella alle critiche dei soci veneti, tra cui Zonin, che non avevano apprezzato l’iniziativa MiWine. Ed è stata anche la goccia che ha fatto emergere differenti visioni strategiche e di gestione all’interno dell’Uiv.

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