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Il Mondo

Bollicine d’autore e da esportazione ... Oltre 150 produttori per un giro d’affari di 100 milioni. Un fatturato che, dal 2002, è cresciuto del 20% annuo. Enogastronomia. Dal grana padano ai vitigni dl Franciacorta: la tradizione conquista nuovi mercati... A Sud del lago d’Iseo, nel cuore del triangolo industriale Brescia-Bergamo-Milano, c’è un’isola di colline, vigneti e borghi medievali. È la Franciacorta, patria dell’omonimo vino. Il particolare metodo di vinificazione (bollicine) è frutto dell’intuizione dei bresciani Guido Berlucchi e Franco Ziliani che, in queste zone, nel 1961, decisero di piantare la vite (Chardonnay).
Nasceva, così, la prima Doc Franciacorta, dal ‘95, poi, diventata Docg. A oggi i produttori sono 150, gli imbottigliatori con etichetta propria oltre 80, le bottiglie annue 10 milioni, il giro d’affari quasi 100 milioni.
Emanuele Rabotti, direttore della cantina Monte Rossa (4 milioni di fatturato nel 2006 e 300 mila bottiglie) quarta cantina di Franciacorta dopo Berlucchi, Bellavista e Ca’ del Bosco, la prima a produrre esclusivamente bollicine (le altre fanno anche vini fermi, bianchi e rossi), spiega: “La chiave del successo è che la Franciacorta è un terroir seguiamo l’intera filiera, dal vitigno al prodotto finito”. “Il territorio ha potenzialità per triplicare la produzione” prosegue Rabotti.
“Le strutture già ci sono: cantine, tecnologia, uomini e vigneti”. La prova? Dal 2002, ogni anno Franciacorta ha implementato il fatturato del 20%. “Cinque anni fa” conclude “vinificavamo la metà. Quanto alla nostra cantina, abbiamo un obiettivo: conquistare il mercato estero”. Anche le bollicine rendono frizzante l’economia bresciana.

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