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Il Mondo

“E adesso pensiamo a fare sistema” ... Parla Gianni Zonin. Dall’industriale-banchiere arriva l’invito a superare tradizionali divisioni per inaugurare una nuova stagione all’insegna dell’aggregazione fra le imprese. E afferma: “Le pmi hanno costruito il miracolo ma adesso soffrono di fronte alle sfide proposte dalla globalizzazione”... Genialità e industria: questo il dna del Veneto, Gianni Zonin è appena rientrato da un giro nelle vigne di Gambellara nel Vicentino. E’ qui che ha avuto inizio un grande progetto che, a partire dagli anni Sessanta, ha trasformato Zonin da azienda vinicola di importanza regionale in una multinazionale che esporta in 100 Paesi. Cavaliere del Lavoro, Zonin è anche presidente della Banca Popolare di Vicenza, la più antica popolare sorta in Veneto. Gode perciò di un punto di osservazione privilegiato per giudicare la situazione economica della sua regione.

Gli ultimi dati sul Pil del Nord Italia segnano variazioni negative importanti. Il Veneto purtroppo non fa eccezione: qual è la sua impressione?

I consumi interni non sono buoni. Purtroppo si registrano cali generalizzati piuttosto consistenti. La mancanza di potere d’acquisto degli italiani segna il passo in tutti i settori, quindi anche in quello del vino. La contrazione è dovuta, come spesso accade, a due fattori: una situazione di criticità assolutamente reale e la diffusa sensazione di preoccupazione per il futuro. In situazioni come questa le persone sono prudenti nello spendere e questo si riflette in ogni campo e in ogni settore. Tutto il mondo dell’industria veneta sta soffrendo. Non esiste attività che sia rimasta immune. Anche l’alimentare, che nella lettura delle cifre sembra tenere, ha perso fino al 10% che per il settore è molto. Significa anche minori acquisti di pane, pasta e carne.

...Quali i freni e le diseconomie della regione?

Il Veneto è una delle regioni più sviluppate in Europa e quindi nel mondo. Per esempio è la prima area per produzione ed esportazione di vino. Il suo sviluppo è stato negli anni scorsi impetuoso e talvolta selvaggio. Dove c’erano paesi ora ci sono piccole città, dove c’erano campagne e terreni agricoli ora sorgono filari di capannoni, costruiti talvolta senza molto rispetto per l’ambiente. In zone così decisamente industrializzate è difficile, se non impossibile, far passare le strade e le infrastrutture che sarebbero necessarie...

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