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Il Mondo

L’unità d’Italia dentro il bicchiere ... La Repubblica festeggiata con un bianco e un rosso che raggruppano 20 uve, una per regione. Senza dimenticare i classici Barolo, Chianti e Marsala... Ora l’Italia ha anche il vino (anzi due: un bianco e un rosso) ufficiale del 150°. Porta la simbolica firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e in etichetta reca il simbolo ufficiale del tricolore. Si tratta di un bianco e un rosso, ciascuno composto da una selezione di prodotti tipici e rappresentativi delle 20 regioni italiane e le relative bottiglie verranno donate a personalità e istituzioni nazionali ed estere benemerite, in occasione delle celebrazioni programmate per tutto il 2011. Un campione dei due vini è stato consegnato nei giorni scorsi dal presidente e dal direttore generale di Verona Fiere, rispettivamente, Ettore Riello e Giovanni Mantovani, nelle mani dell’inquilino del Quirinale, mentre la presentazione al pubblico avverrà in occasione del prossimo VinItaly, il Salone internazionale del vino in programma a Verona dal 7 all’11 aprile. Non è dato sapere se Napolitano preferisca il bianco o il rosso, ma una cosa è certa: Cavour, primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia, andava matto per il Barolo che faceva produrre nelle sue tenute intorno al castello di Grinzane, nelle Langhe. Bettino Ricasoli, invece, preferiva il Brolio: un rosso che veniva fatto utilizzando un mix di uve rosse (7/10 di Sangiovese, 2/10 di Cannaiolo) e uve bianche (1/10 di Malvasia o Trebbiano). La famosa regola ricasoliana degli anni Cinquanta dell’Ottocento, poi trasferita al Chianti. Che l’ha mantenuta in vita per oltre un secolo. Garibaldi, invece, preferiva il Marsala, nettare liquoroso dal colore ambrato che il generale ebbe modo di degustare il giorno dello sbarco dei Mille, a Marsala, l’11 maggio 1860. E per i 150 anni dell’Italia è tutto un fiorire di iniziative: da Torino, dove si mettono all’asta antiche bottiglie di Marsala florio, a Conegliano, dove Carpené Malvolti firma il primo spumante dedicato all’unità d’Italia. Unità che è alla base del messaggio delle Città del vino, che per l’occasione ha chiamato a raccolta tutti gli associati a contribuire con i vini del proprio territorio per la preparazione di 150 magnum “rosso tricolore” da donare alle autorità del Paese. Colore rosso che è lo stesso della giubba che Donatella Cinelli Colombini, della storica famiglia di vignaioli di Montalcino, ha fatto indossare alle bottiglie di Brunello del suo Casato, “per ricordare” dice “gli antenati che si batterono per l’indipendenza dell’Italia”. Lo stesso credo coltivato da Clemente Santi, fervente garibaldino e tra gli iniziatori dell’enologia italiana. Non poteva mancare anche un riferimento ad Anita e Giuseppe Garibaldi, ai quali un produttore di Ravenna ha dedicato un bianco Albana e un rosso Sangiovese degustati al capanno Garibaldi sul delta del Po, il luogo dove Anita esalò l’ultimo respiro tra le braccia dell’amato Generale.

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