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Il Mondo

Rossi Cairo brinda nel calice steineriano ... Quando ha deciso di investire in una tenuta agricola sulle colline del Gavi, una decina di anni fa, ha scelto l’agricoltura biologica. Ma subito dopo Giorgio Rossi Cairo, presidente della società di consulenza strategica Value Partners, ha sposato senza esitazione la formula biodinamica. E anche i 10 ettari a vite appena acquistati saranno destinati alla trasformazione secondo i dettami della filosofia di Rudolf Steiner, una disciplina severa per conciliare la coltivazione delle viti e la natura, scommettendo sulla certificazione Demeter, che ora garantisce i 32 ettari iniziali alla fine di un lungo processo che ha portato l’imprenditore a partecipare alla rassegna specializzata Summa e a dare il via a una nuova fase commerciale con 120 mila bottiglie l’anno (una parte della produzione) destinate a triplicare una volta a regime. Con particolare attenzione ai mercati stranieri e in dissenso con le strategie del Consorzio produttori di Gavi, che non ha valorizzato nel passato le potenzialità di un vino dalla grande tradizione prodotto in un territorio limitato. «Sono i risultati in termini qualitativi in continua crescita, ottenuti dopo otto vendemmie, a confermare la scelta bio dinamica», spiega Rossi Cairo, che dal terzo posto di tre anni fa ora ha conquistato la prima posizione tra tutti i Gavi nella guida dell’Espresso e il secondo nella classifica Enogea con le etichette della tenuta La Raia. E il risultato di forti investimenti prima nella cantina disegnata dall’architetto e costruttore tedesco Martin Rauch, un esempio di architettura sostenibile, e poi negli impianti della tenuta seguita da due dei quattro figli, Piero e Caterina, dove è stata aperta anche una scuola elementare steineriana. Alla vocazione vitivinicola, Rossi Cairo ha destinato una parte dei ricavi (250 milioni) frutto della cessione di uno dei due rami d’azienda, Value Team, specializzata nei servizi tlc ceduta al colosso giapponese Ntt data.

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