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TIPICITÀ E RADICI CULTURALI

Il Parlamento Europeo celebra le Indicazioni Geografiche italiane ed il loro valore culturale

Nella mostra “Geographical Indications - Italian cultural heritage” protagonista la Toscana. De Castro: “sistema di tutela vincente”
AGRICOLTURA, BRUXELLES, CIBO, CULTURA, DOP, IGP, Non Solo Vino
Dop e Igp di Toscana in mostra al Parlamento Europeo

Le Indicazioni Geografiche del Belpaese, ed in particolare della Toscana, e la loro capacità di cristallizzare nella memoria e nella cultura, la storia, i simboli, le arti e la letteratura, protagoniste dell’esposizione “Geographical Indications - Italian cultural heritage”, la mostra curata dalla Fondazione Qualivita attraverso il progetto Qualicultura, in collaborazione con Aicig e Federdoc, ospitata a Bruxelles, all’interno del Parlamento Europeo. Il percorso della mostra si sviluppa attraverso grandi pannelli, che evidenziano come i prodotti dell’agroalimentare d’eccellenza (Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Cinta Senese, Olio Toscano, Panforte di Siena, Pecorino Toscano, Prosciutto Toscano, Vitellone Bianco Appennino Centrale, Fagiolo di Sorana, Pane Toscano) siano spesso raccontati nelle opere d’arte più diverse come testi antichi, dipinti, documenti storici e beni architettonici, connotando fortemente la cultura di un’area geografica.
“La cultura è il valore aggiunto delle Indicazioni Geografiche - dice Mauro Rosati direttore generale della Fondazione Qualivita - e in particolare quelle toscane, che hanno da sempre mantenuto vivo e inscindibile il loro legame con i riferimenti storici dei territori e la tradizione delle loro comunità. Questa esposizione prende spunto dallo studio Ismea - Qualivita nell’ambito del programma Rete Rurale, nel quale emerge l’enorme e prezioso patrimonio di risorse culturali collegate alle Dop Igp italiane: un asset sempre più importante per lo sviluppo delle denominazioni, sia in chiave turistica, sia in chiave di marketing per il consumatore finale, oggi tenuto vivo soprattutto dai Consorzi di tutela”.
“Nel 1992, negli anni della liberalizzazione globale degli scambi - ricorda Paolo De Castro, presidente Comitato scientifico della Fondazione Qualivita e vice presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Ue - l’Europa decise di inaugurare un sistema di tutela delle produzioni agroalimentari tipiche locali, per mantenere la vitalità economica delle regioni rurali contestualmente al loro patrimonio culturale. Un’iniziativa che oggi, a quasi 30 anni di distanza, possiamo apprezzare in tutta la sua lungimiranza e che vede l’Italia tra i protagonisti assoluti nell’Ue. In tutti questi anni la Fondazione Qualivita è stata determinante nell’accompagnare lo sviluppo di uno standard unico al mondo, capace di unire cultura e economia, specificità locali e opportunità globali”.

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