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Il Resto Del Carlino

Ma le aziende sono troppo piccole. I prezzi ormai fuori controllo ... Il rischio per il settore vinicolo italiano? Arenarsi sulle secche del successo, stretto com'è tra dimensioni aziendali troppo ridotte e prezzi ormai fuori controllo: sia dei terreni sia delle bottiglie. L'analisi è condivisa da grandi “vignaioli” e manager della finanza, che però si dividono sulla terapia. I primi sostengono fusioni e concentrazioni, i secondi insistono per una “finanziarizzazione” attraverso anche la Borsa. Per Gianni Zonin, il maggior proprietario di vigna in Italia con 1800 ettari, “non c'è dubbio che ci sia un'eccessiva parcellizzazione del comparto che è anche un freno all'ingresso di operatori finanziari nel nostro settore. Nessuno compra un'azienda di 10 ettari per fare business, i margini sono troppo ridotti”. Concentrazioni necessarie anche per Emilio Pedron, amministratore delegato Giv, che chiede più investimenti in qualità, l'unica motivazione che fa spendere di più al consumatore.

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