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Il ruolo delle enoteche italiane tra pandemia e ritorno alla normalità

Con gli enotecari di Vinarius, ultima trincea del vino nei mesi del lockdown. Bilancio positivo, grazie a grandi vini, territori e curiosità
CONSUMI, ENOTECHE, PANDEMIA, VINARIUS, vino, Italia
Le enoteche italiane

Nei duri mesi del lockdown, le enoteche sono state la trincea enoica al fronte, la resistenza del mondo del vino nella vita reale, confinata allora tra le mura di casa. In quel periodo, il lavoro degli enotecari è cambiato in maniera radicale, velocizzando una digitalizzazione in alcuni casi ancora indietro, con la comunicazione sempre più social, così da ridurre le distanze con i clienti, e il ricorso agli e-commerce diventato, per molti, la normalità. Molti di quei cambiamenti sono oggi la norma, altri, soprattutto di natura commerciale, si sono invece rivelati figli del momento. Come raccontano, a WineNews, Giuliano Rossi (“La Fiaschetta”, a Roma), Barbara Orlando (“Enoteca Bischoff”, a Trieste) e Cosimo Chisena (“Enoteca Chisena”, a Brindisi), a tenere in piedi le enoteche, tra febbraio e aprile 2020, è stato ovviamente l’asporto, e nonostante le difficoltà le vendite non hanno subito alcun tracollo, anzi. Con la chiusura della ristorazione, in enoteca è cresciuto lo scontrino medio, di pari passo con la curiosità per nuovi vini e nuovi territori. Con il ritorno alla normalità, le città d’arte, grandi e piccole, hanno dovuto fare i conti con il calo del turismo internazionale, potendo comunque contare sullo zoccolo duro dei clienti abituali che, per lo più, hanno ripreso ad affidarsi alle produzioni dei territori circostanti, senza perdere, però, il gusto ed il piacere per i classici, dalle bollicine di Franciacorta e Champagne ai grandi rossi come Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco e Amarone.
A fare il punto sul momento delle enoteche italiane, tirando le somme di un anno e mezzo complesso e difficile, ma superato di slancio, Andrea Terraneo, presidente Vinarius, l’associazione delle enoteche del Belpaese: “nelle enoteche italiane il trend è di netta ripresa rispetto allo stesso periodo del 2020 e anche del 2019, confermando così i dati positivi che arrivano dai mercati dell’export. Nelle enoteche tradizionali, basate sull’asporto, i fatturati sono aumentati del 15-20% rispetto all’anno scorso, quando comunque, nonostante la pandemia, ci siamo difesi, confermando i risultati del 2019 ed in qualche caso migliorandoli, seppure di poco. Allo stesso tempo, le enoteche con mescita hanno invece risentito fortemente delle chiusure, ma questa estate ha portato un grande rilancio dei consumi e quindi della mescita del vino in enoteca”, racconta, a WineNews, il presidente Vinarius.
“Dal punto di vista statistico e di analisi di mercato, in questo ultimo anno hanno retto bene i territori ed i vini più conosciuti e blasonati, e quindi Montalcino con il Brunello, le Langhe con Barolo e Barbaresco, la Valpolicella con l’Amarone, la Franciacorta, il Trentodoc e il Prosecco, ossia le zone con cui il consumatore ha già un certo feeling. Da questo punto di vista, ci sono le fasce medio-alte, quindi dai 15 euro a salire, sono quelle che hanno dato i riscontri migliori in enoteca. In maniera se vogliamo opposta, nel periodo della pandemia l’ancora di salvezza è stata la vendita dei vini da consumo quotidiano, quindi della fascia di prezzo 5-10 euro”, riprende Andrea Terraneo.
“Siamo tornati, sostanzialmente, all’enoteca ante Covid, alla selezione di vini di qualità. In questo ultimo anno, inoltre, è cambiato moltissimo il modo di lavorare delle enoteche. Nel lockdown è esploso l’utilizzo dei social, per parlare direttamente con i clienti ed i consumatori, e abbiamo incentivato i nostri associati ad attivarsi con un sito di e-commerce o quantomeno una vetrina in cui proporre i propri prodotti ai consumatori. Questo è e sarà il focus della nostra attività, ossia l’e-commerce puro ed il sito vetrina, che faciliti l’interazione con il wine lover, sia esso il cliente che viene in enoteca o un consumatore dall’estero che non conosce l’enoteca ma decide di comprare un prodotto che abbiamo messo in vendita online”, conclude il presidente Vinarius, Andrea Terraneo.

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