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ATTUALITÀ

Il ruolo fondamentale dell’agricoltura per garantire il diritto al cibo. Ma servono più risorse

A Torino, da Terra Madre Salone del Gusto, gli appelli del presidente Agricoltori Italiani (Cia), Cristiano Fini
Il presidente Agricoltori Italiani - Cia, Cristiano Fini

La povertà è, purtroppo, un fenomeno reale e che tocca tutto il mondo. Anche per questo l’agricoltura ha un ruolo di grande importanza e va tutelata e sviluppata per le sue potenzialità, in primis quella di poter fornire cibo a più persone possibile. Riflessioni che hanno trovato terreno fertile a Terra Madre Salone del Gusto, da ieri, a Torino, con una “Food RegenerAction”, slogan e messaggio chiave dell’evento 2022 firmato Slow Food, che è sempre più urgente dopo la pandemia globale e con la terribile crisi climatica e geopolitica in atto. Ne è convinta Cia-Agricoltori Italiani, con il presidente Cristiano Fini, che è convinto di come “gli effetti della guerra e della lunga siccità, tra rincari energetici e costi triplicati, tagli alle produzioni e inflazione alle stelle, hanno conseguenze drammatiche sulle imprese e sulle famiglie, già provate da due anni di Covid, con l’aumento di povertà e malnutrizione. L’accesso al cibo buono, sano, giusto e sufficiente è un diritto di tutti, ma ancora 828 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, 2,6 milioni solo in Italia. Per questo, oggi l’agricoltura deve essere considerata davvero un bene comune, il primo motore della ripresa e il traino per la transizione verde”.
Fini ha poi aggiunto che soltanto “con la salvaguardia e lo sviluppo di sistemi agricoli sempre più sostenibili, innovativi e resilienti, si può garantire la sicurezza alimentare mondiale, ridurre la povertà, difendere l’ambiente e la biodiversità, assicurare condizioni di vita eque dal punto di vista economico e sociale
. È chiaro, però, che il settore primario non può farcela da solo: la politica deve riconoscere finalmente la centralità dell’agricoltura, assicurando più misure dedicate e risorse adeguate”. Una richiesta che arriva in una fase di costi produttivi impressionanti, dal +170% dei concimi al +129% del gasolio. Ma le richieste degli Agricoltori Italiani, rivolte alle istituzioni, sono riferite anche ad aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo (l’Italia perde ogni giorno 19 ettari); ridurre gli sprechi nelle filiere e incrementare il recupero delle eccedenze di cibo da distribuire alle famiglie meno abbienti; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; valorizzare le produzioni di qualità e i territori; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro modalità fuorvianti di etichettatura (viene citato come esempio il Nutriscore, ndr) che vogliono condizionare invece di informare; investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura di precisione.
“La strada dell’innovazione genetica è indispensabile - ha evidenziato il presidente Agricoltori Italiano/Cia - per sviluppare piante più green e più resistenti alle malattie e al climate change. Nell’ultimo anno, gli eventi estremi sono praticamente raddoppiati e ormai i fattori climatici, da soli, spiegano tra il 20% e il 49% delle fluttuazioni del rendimento agricolo”. Una variabile sempre più ingestibile per le aziende agricole che “per assicurare l’aumento delle rese, ridurre l’impatto di prodotti chimici, consumare meno suolo e meno acqua, hanno bisogno di alternative sfidanti e varietà più resistenti. Così come di tecnologie per l’agricoltura 4.0, dai satelliti alla robotica alla sensoristica in primis quella applicata all’irrigazione, vista la siccità ormai endemica con il 20% del territorio a rischio desertificazione e invasi che trattengono solo l’11% dei 300 miliardi di metri cubi di acqua annui”.
Un ruolo centrale per il futuro lo avranno gli agricoltori e le aree rurali: “per questo bisogna rafforzare il capitale umano dei giovani, il nostro patrimonio più grande per un futuro sostenibile - ha concluso il presidente Fini - e continuare a lavorare per lo sviluppo delle aree interne, puntando su infrastrutture e servizi, turismo rurale; filiere agroenergetiche locali”.

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