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Il Secolo Xix

Blog e assaggi virtuali. Il vino scorre online ... In forte aumento l’acquisto di bottiglie, ma anche il dibattito tra appassionati su Internet. L’informazione è cambiata... Siti dedicati al vino cliccati
ogni giorno da centinaia di visitatori.
Blog che si trasformano in piazze
virtuali dove gli eno-appassionati si
confrontano o si scontrano con accenti
da tifo calcistico. Portali che sfornano
quotidianamente notizie, recensioni
di etichette, resoconti di degustazioni,
commenti, interviste. Se da qualche
anno, ormai, il vino si è imposto come
un fatto di moda, adesso la tendenza è
conoscere, assaggiare e discutere su€ internet.
Oggi il vino, in Italia come negli
Stati Uniti o come in Francia, scorre on
line.
A “Terroir Vino 2008”, l’evento che
lunedì 16 giugno farà di Genova, per un
giorno, la capitale del vino di qualità, si
parlerà di territori, di annate, di vitigni,
ma anche di siti web, di tecnologia
wi-fi, di live blogging. La manifestazione,
che ha come tema “L’incontro
tra il vino, le persone e il web”, è promossa e organizzata da TigullioVino.it,
portale nato a Chiavari otto anni fa per
iniziativa di un giovane procuratore legale,
Filippo Ronco. “Amavo i computer e internet fin da bambino -
racconta
Ronco, 33 anni - e ho iniziato ad amare
il vino alla fine degli anni ’90, stufo di
andare al ristorante e non capire
niente davanti a una carta dei vini. Nel
momento in cui ho deciso di abbandonare
il diritto per dedicarmi alla rete e
all’editoria on line, l’attività di Tigullio-Vino mi portava già via le otto ore successive
a quelle del lavoro normale”.
Nel 2005 è nato TigullioVino Meeting,
momento di confronto tra produttori,
operatori e pubblico. E poi
altri progetti, come www.vinix e
www.vinoclic, “strumenti a disposizione
delle aziende,molte delle quali -
lamenta Ronco, che pure oggi può contare
su oltre 15 mila pagine web, 500
mila visitatori unici mensili per 1,5milioni
di pagine viste - sono ancora lontane
da internet”.
Anche se le nuove tecnologie non
sono ancora familiari a tutti, va detto
però che in nessun settore internet ha
raggiunto l’importanza che ha oggi nel
comparto enologico. E ciò non tanto
sul piano commerciale (anche se un
numero crescente di consumatori acquista
bottiglie online) quanto sul
piano dell’informazione. A tutti i livelli.
Da quella delle case editrici che a
storiche testate cartacee hanno affiancato
sofisticati portali internet, come
l’americana Wine Spectator o gli italiani Gambero
Rosso, SlowFood e Veronelli
Editore, a quella confezionata
da agguerriti blogger individuali, che
ogni giorno criticano o lodano,dispensano
briciole di cultura enologica agli
appassionati che li consultano. Uno
per tutti: il giornalista bergamasco
Franco Ziliani, 52 anni, autore del sito
Vino al vino. E’ stato il suo blog a rivelare
l’esistenza di un’indagine della
magistratura su alcuni produttori di
Brunello sospettati di non rispettare il
disciplinare e di “correggere” il Sangiovese
con Merlot o Cabernet. Una notizia
che ha fatto il giro del mondo.
Ma è proprio sul piano dell’informazione
che internet ha prodotto i
maggiori cambiamenti. Oggi le primizie
sul mondo del vino arrivano a un
sito dedicato, come WineNews.it, creato
da una giovane coppia di Montalcino,
Alessandro Regoli e Irene Chiari.
“Nel 2000-2001 sentivo l’esigenza di
andare oltre quella che era la nostra attività,
di ufficio-stampa per le aziende - racconta Regoli,
43 anni – volevo creare
un’agenzia di notizie su tutto il mondo
del vino. Nel 2003 è nato il sito. L’accoglienza
è stata buona e oggi abbiamo
circa 150mila visitatori unici al mese. E
grazie all’evolversi della tecnologia,
con WineNews.tv cioè interviste, servizi
su eventi o personaggi, siamo in
grado di offrire un momento di approfondimento”.
Piena sintonia, dunque, fra web e
vino. “Una crescita esponenziale - osserva
Sergio Circella, sommelier della
“Brinca” di Nè - dovuta al fatto che la
nuova generazione di “vignerons”,
quella degli ultimi 10 anni, è cresciuta
mentre cresceva il mondo web e da
questa simbiosi-curiosità è nato
l’amore e l’interscambio. Ricordo,
però, che Gino Veronelli fu uno dei
primi a capire l’importanza della comunicazione online.
Tra l’altro, la sua è
stata la prima firma digitale che io
abbia visto: una sorta di bastone pastorale
rovesciato. Era sufficiente, anche
senza leggere l’indirizzo di provenienza.
Gino era, e resterà, sempre il
più grande”.

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