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Il Secolo Xix

Urso: “Bene per l’Italia. Difesi gli Igp, i nostri prodotti tradizionalli... “Il negoziato di Ginevra, il più lungo della storia del Wto, è fallito proprio al termine della maratona inciampando ancora una volta sul terreno agricolo”. E’ quanto afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico e negoziatore italiano al Wto. “L’Europa ha però tutte le carte in regola avendo concesso molto su questo campo tutto quello che era possibile, ad esempio noi eravamo pronti a ridurre i sussidi ai nostri produttori come chiedono i paesi emergenti. Sono piuttosto gli altri a lanciarsi reciprocamente le accuse:
Stati Uniti, Cina e India, Asia ed America. Il negoziato è fallito nel Pacifico, non certo nel Mediterraneo”. Secondo Urso l’Italia ha svolto una parte attiva, da protagonista, nel difendere i propri interessi, “ma ha anche determinato e in certo senso influenzato l’iniziativa europea con un’azione continua affinché ci fossero più aperture, meno barriere e meno ostacoli al commercio e allo sviluppo, soprattutto a favore dei paesi meno sviluppati. Forse anche i paesi emergenti avrebbero dovuto fare di più”.

“La salvaguardia delle nostre denominazioni d’origine, del nostro patrimonio agroalimentare fatto di qualità e radicamento con il territorio e con i produttori, caratteristiche proprie della cooperazione agricola, non può essere oggetto di scambio. Anche la Francia, il Portogallo e l’India hanno tradizioni antiche su questo terreno e prodotti tipici da difendere. L’Italia si è prodigata non solo per se
stessa, in tutta onestà, non poteva fare di piu”. Ma l’Europa cosa ottiene? “Non può
continuare a fare concessioni senza ottenere nulla: ogni accordo richiede reciprocità, peccato sia stata persa un’altra opportunità”
“Spero si riparta da questa piattaforma europea”, conclude il sottosegretario. “Ma certamente le trattative non riprenderanno prima delle elezioni americani di novembre prossimo. Ed è preoccupante, era meglio se fossimo riusciti a concludere, perché se vince Obama, che è molto più protezionista di Bush, le trattative saranno ancora più complesse. E anche McCain è più protezionista di Bush, che è un vero liberista e non ha più nulla da perdere”.

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