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Il Sole 24 Ore / Casa&case

“Gran cru” sono i casali … Provenza, nella zona del rose, prezzi alle stelle per i domaines...La Provenza delle vigne è un ottimo affare. La quotazione dei vigneti nel “midi” francese continua a crescere anche se, come sanno gli intenditori, le eccellenze vitivinicole dell’Esagono sono concentrate nella regione di Bordeaux e in Borgogna. I vini rosè del sud come il Cotes de Provence non hanno mai avuto un gran valore di mercato. Ma ora la tendenza è cambiata: in Francia ormai il consumo di rosè ha superato quello dei vini bianchi, grazie anche a sapienti strategie di marketing e di immagine. Le bottiglie sono curatissime per forma e grafica e poi il colore rosa risulta accattivante per il pubblico femminile e per i giovani. Il rosè è un vino da iniziandi che si produce in fretta, non ha spese di invecchiamento in botte, quindi costa meno e dà buoni profitti. Tecnicamente non si tratta, come molti pensano, di vini rossi mischiati con i bianchi. Sono uve a bacca rossa le cui bucce sono lasciate macerare meno tempo. Attirati dai buoni margini. molti investitori si interessano ai domaines della Provence. In meno di dieci anni l’ettaro di Cotes de Provence Doc è passato dai 15 ai 35 mila euro, con punte che arrivano ai 40 mila. La vera accelerazione è avvenuta a partire dal 2004. Tra il dipartimento del Var e quello delle Bocche del Rodano si contano circa 450 domaines, dei quali solo una trentina sono in vendita. Per una dozzina di ettari di vigna nella zona all’interno tra Hyères e Cuera la stima è intorno al 1,7 milioni di euro, mentre a parità di superficie la richiesta raggiunge i quattro milioni se la proprietà è in riva al mare a La Croix-Valmer. In molti casi, non avendo necessità di vendere vino per sopravvivere, i nuovi proprietari hanno dato il compito ai vignaioli di creare dei vini superiori. Con un’iniezione di capitali si possono piantare nuovi filari, acquistare macchinari e attrezzature, fare una produzione mirata, basata sulla qualità e non più sul numero di bottiglie. E i risultai i non si sono fatti attendere. Nei golfo di Saint Tropez i piccoli domaines vitivinicoli sono ormai diventati inaccessibili. La loro rivalutazione è passata attraverso l’immobiliare. I mas provenzali, le tipiche case coloniche, sono diventati alla moda come i casali di Toscana e la qualità di vita, la tranquillità, i sapori del territorio hanno attirato i compratori. L’anno passato ha fatto scalpore l’acquisizione a Gassin dei domaine de Bertaud-Belieu da parte di un compratore russo che non ha esitato a sborsare una cifra vicina ai 30 milioni di euro. A una sessantina di chilometri da Saint Tropez. nel Var, anche un grande domaine che si estende per 550 ettari tra i comuni di Lorgues e Flayosc ha cambiato proprietario nel luglio scorso. Si è trattato di una transazione tra uomini d’affari inglesi. Hill Muddyman, presidente del gruppo farmaceutico Roxley ed ex-proprietario del Fulhamfootball club, ha ceduto le Chàteau de Berne per 20 milioni di euro. L’acquirente è Mark Dixon, fondatore del Gruppo Regus, specialista nell’immobiliare d’azienda. La proprietà era stata comprata da Muddyman nel 1985 ed è composta da un castello di mille metri quadrati, un albergo di 20 tra camere e suite, con negozi, centro benessere, piscina, campi da tennis, sale convegni attrezzate per stages di gastronomia ed enologia. I1 domaine dispone di 80 ettari di vigne e la sua produzione annua raggiunge le 500 mila bottiglie. In passato è stato proprietà di un ufficiale dell’armata napoleonica, MariusEstellon, che si rivolterà nella tomba sapendo che il suo castello nel sud della Francia è divenuto proprietà inglese.

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