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Il Sole 24 Ore / Casa&case

Le cantine dopo il Guggenheim ... Si chiama effetto-Guggenheim, ovvero come un’opera di architettura qual è il Museo Guggenheim firmato da Frank Owen Gerhy abbia creato negli anni 90 le basi per la rinascita di una città, Bilbao, e addirittura di una regione, i Paesi Baschi. Bilbao era in piena recessione per il crollo dell’economia mineraria della regione che aveva innalzato la disoccupazione al 25% (ora scesa a livelli minimi) rendendo la città pericolosa e invivibile. Sull’onda mediatica creata dal museo, rivoluzionario per il materiale, il titanio, e per le sue innovative forme organiche, Bilbao diventa rapidamente uno dei centri mondiali dell’arte, dell’architettura, della moda e di grandi investitori che la arricchiscono di altre opere di architettura moderna.

Ogni anno il museo da solo catalizza un milione di visitatori e da allora l’economia della città aumenta ogni anno del 6%; l’effetto-Guggenheim inoltre contribuisce con uno 0,47% all’economia dell’intera regione basca, destinato ad aumentare da quando nel 2006 Gerhy viene chiamato per progettare un hotel di lusso in un’area di splendidi vigneti, quelli di Marquez de Riscal a Elciago (120 km a sud di Bilbao). Da allora è in atto una valorizzazione del territorio dove sono intervenuti anche Santiago Calatrava e Zaha Hadid che hanno progettato cantine e musei del vino futuristici sul filone del catalizzatore museo di Bilbao. Tanto che la classifica mondiale dei primi dieci percorsi dei vini ora include anche questo dei Paesi Baschi. Su questa strada anche la Maremma, con realizzazioni di Renzo Piano e Mario Botta che hanno rivalutato zone e borghi già di per sé molto richiesti.

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