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Il Sole 24 Ore

Export, crescono solo i valori e gli Usa guidano la volata ... La Germania resta il migliore cliente per quantità di vino importato dall'Italia, ma in valore il primato si sposta e non da oggi al di là dell'Atlantico: gli Stati Uniti, infatti, anche quest'anno stanno confermando la loro predilezione per le migliori qualità delle nostre offerte e, dunque, per i vini di prezzo più elevato. Ma se non fosse per il valore, che nei primi sei mesi dell'anno in corso cresce tanto a livello generale (+6,4% a 1,28 miliardi di euro) quanto in Usa (+23% a 350 milioni di euro), la congiuntura in volumi si presenta in un contesto tutt'altro che di sviluppo. Con gli Stati Uniti che anche in questo caso mettono a segno una performance attiva che sfiora il 19% a 1,2 milioni di quintali. Se si esclude questo bel risultato americano, il resto dei numeri suggerisce un quadro in cui a dire poco bisogna mantenere la massima attenzione, evitando facili entusiasmi.
Snocciolando i dati sfornati dai tabulati dell'Ice, emerge infatti che nel primo semestre 2002 le esportazioni totali di vino made in Italy non sono andate oltre i 7,85 milioni di ettolitri, in lieve calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2001. Che pure è stato un anno nero per le esportazioni, scese sull'anno prima del 10,6% a 16,5 milioni di ettolitri.
Un contesto quindi che scricchiola, dove l'unica nota buona è appunto la performance statunitense, seguita un po' più staccata dalla Gran Bretagna che ha importato 700mila ettolitri di vino, in aumento dell'8,6 per cento.
Tutti gli altri grandi clienti hanno, invece, mantenuto il passo. E questo, per un Paese come la Germania, colpita da una crisi economica che dura da un bel po' di tempo e che nulla fa pensare in via di soluzione (la situazione non è poi tanto diversa nel resto del mondo), può essere considerato già un buon traguardo. Diverso è il discorso sotto il profilo dei valori, dove la Germania non solo resta abbondantemente alle spalle degli Usa, ma con i 346 milioni di euro dei sei mesi oggetto dell'analisi evidenzia un arretramento superiore al 2,6 per cento.

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