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Il Sole 24 Ore

Agroindustria - Analisi Deloitte & Touche: in salita fatturato (+5%) e margine operativo (+4,3%) nel 2001. Cresce il valore del vino. Ma quest'anno sulle aziende pesa la cattiva annata - Oggi a Torino apre il Salone ... La pioggia e le grandinate di questa estate non solo hanno avuto effetti devastanti sulla vendemmia - la produzione di vino è scesa del 20% a 42 milioni di ettolitri -, non solo hanno innescato una spirale di rincari delle uve e dei vini di qualità (i prezzi sono saliti del 10% di media), ma hanno messo le imprese di settore nella non agevole condizione di dovere fronteggiare il rischio di costi aggiuntivi.
Costi che potrebbero riverberarsi sui risultati finali delle stesse aziende, che nel 2001 hanno messo a segno un incremento del fatturato complessivo del 5% (ma nel 2000 sul 1999 fu del 6%) e con il margine operativo aumentato del 4,3% nonostante l'incidenza sul fatturato sia rimasta invariata al 7,1 per cento, così come emerge da un dettagliato rapporto della Deloitte & Touche che verrà presentato al Salone del vino che si inaugura oggi al Lingotto-Fiere di Torino e che vede la partecipazione di un migliaio di aziende di tutta Italia.
Ebbene, il rischio di vedere stravolta questa tendenza di crescita e di maggiore redditività delle imprese vitivinicole può essere affrontato con maggiore serenità attraverso un'attenta ponderazione dei fattori gestionali dell'impresa stessa. Il che è un approccio che negli ultimi anni nel mondo del vino è andato affermandosi, stante , e la maggiore apertura degli stessi delle proprie attività.
Il rapporto elaborato dal "wine team" della Deloitte & Touche, dopo un'analisi ad ampio spettro sulle tendenze in atto nel settore (il campione osservato comprende 52 aziende rappresentative del 30% del comparto), entra nel merito dei risultati conseguiti dalle imprese.
Partendo dal fatturato (7,4 miliardi di euro, comprendendo anche i flussi all'export: il dato è allineato a quello già definito dal rapporto Mediobanca-Il Sole 24 Ore), la cui crescita negli anni <è imputabile all'incremento dell'incidenza dei vini di pregio> e all'aumento generale dei prezzi>; per poi passare al confronto anno su anno dell'incidenza delle materie prime (cresciute dal 58,6 del 2000 al 59% del 2001, del costo del lavoro (in calo di 0,2% a 8,9%) e arrivare a un margine operativo che in termini di incidenza sul fatturato è rimasto fermo a 7,1% ma che per variazione assoluta migliora del 4,3 per cento.
L'aspetto interessante è che queste medie variano notevolmente a seconda che si tratti di aziende che operano nel canale dei vini di pregio, piuttosto che in altri segmenti. A questo proposito, dal rapporto della società di revisione e di certificazione emerge in modo netto e significativo la differenza che c'è tra aziende che fanno prodotti fini e le altre, laddove il margine operativo delle prime si porta al 17% e l'utile netto passa dal dato mediano del 3,3 all'8 per cento.
A completare il quadro arriva la "sorpresa" che le imprese di vini di pregio, grazie alla più elevata redditività, riescono ad abbattere significativamente il peso del costo delle materie prime utilizzate sui ricavi totali: questa incidenza infatti scende da una media generale del 59% a solo 42%, con un gap di ben 17 punti percentuali.
Una differenziazione di risultati cui, per altri versi, è giunto anche l'Osservatorio del vino, l'organismo di analisi mensili del mercato vinicolo fondato un anno fa nell'ambito del salone del vino da Alfredo Cazzola, presidente di Lingotto Fiere. Differenziazione che non è frutto di concidenze ma di una evoluzione naturale del mercato, .

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