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Il Sole 24 Ore

Giv porta i ricavi a 245 milioni e prepara l'operazione Borsa ... Il Gruppo italiano vini allunga il passo e porta le consegne 2002 a 6,8 milioni di casse da 12 bottiglie e ricavi della capogruppo a 160 milioni di euro: la crescita in valore è pari all'8% sull'anno prima, mentre il consolidato sale del 5% a 245 milioni al netto del business infragruppo. Con il fatturato aumenta anche il margine lordo di contribuzione (da 69 a 71 milioni di euro il consolidato e da 36 a 37 quello del Giv Italia) e il patrimonio netto, che ha raggiunto i 61 milioni di euro ed è la conseguenza delle nuove acquisizioni che il gruppo di Calmasino, sul lago di Garda, ha portato avanti raggiungendo la soglia di 15 aziende e 1.200 ettari di vigneti sparsi lungo la penisola. «Il 2002 - hanno spiegato il presidente Rolando Chiossi e l'amministratore delegato Emilio Pedron, presentando ieri il preconsuntivo - è stato un buon anno che è cominciato sotto il segno dell'incertezza, ma che poi si è riscattato alla grande, chiudendo con un risultato che costituisce il nuovo record di ricavi». A stimolare questa crescita sono state le vendite sul mercato nazionale, salite dal 25 al 27%, mentre l'export si è fermato al 73%, «senza per questo perdere in termini di consegne finali», hanno aggiunto Chiossi e Pedron. I quali hanno pure osservato che a soffrire di più sono state le esportazioni verso la Germania, mentre hanno tenuto bene quelle nei restanti 65 mercati, Usa e Gran Bretagna in testa. I responsabili del Giv spiegano la migliorata performance italiana con il buon rapporto prezzo-qualità dei propri vini, che così hanno avuto terreno fertile per crescere nella distribuzione moderna, passata dal 50% di due anni fa al 54% attuale. Tutto questo mentre nuove opportunità di investimenti sono allo studio in quelle regioni del Sud dove oggi il Giv è ancora assente (Abruzzo, Campania, Calabria e Sardegna). Nel frattempo avanza l'ipotesi di una nuova organizzazione del gruppo. Il management infatti ha avuto il via libera dalla proprietà (che fa capo al mondo della cooperazione) a un progetto che prevede la costituzione di una Spa cui affidare la gestione produttiva e commerciale. Grazie a questa nuova società il Giv non esclude che a medio termine si possa affacciare anche in Borsa. Ma se questa è un'ipotesi di lavoro futura, per ora c'è che il maggiore gruppo vinicolo italiano di vini imbottigliati continua ad allargare la presenza nel Sud, con l'acquisizione (da parte del Giv Sud) del 100% della tenuta Terre degli Svevi di Venosa, che proprio di recente ha conquistato il "tre bicchieri" con Re Manfredi, un vino a base di Aglianico 100 per cento.

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