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Il Sole 24 Ore

Vino, consumi mondiali in crescita: secondo un'analisi per Vinexpo entro il 2006 le vendite aumenteranno del 5,3% ... La leadership produttiva dell'Europa nel settore del vino non è in discussione. Ma è ormai assodato che Nord America, Oceania e Sudafrica non possono più essere considerati come produttori emergenti: al contrario hanno ormai un ruolo consolidato nel panorama enologico internazionale. Di pari passo alla produzione, anche i consumi - oggi stimati in 223 milioni di ettolitri - subiranno delle sostanziali modifiche, tali da avvicinare le punte estreme tra i Paesi di antica tradizione vinicola ai nuovi, che dimostrano di avere una maggiore capacità di assorbimento dell'offerta stessa. Il che si tradurrà in una forte accelerazione dei volumi totali di vino scambiati a livello internazionale. L'indagine realizata dalla società inglese Iwsr-Gdr non lascia margini di incertezza, come nessun tentennamento accompagna il processo evolutivo che ha caratterizzato l'Italia vitivinicola, il Paese tra i più rappresentati in termini produttivi, e ora considerato anche terra dalle grandi potenzialità qualitative, resa visibile dal fatto che molta dell'offerta made in Italy sui mercati internazionali viene esitata a prezzi medi al consumo superiori ai cinque euro a bottiglia. Per l'Iwsr-Gdr il vino, da qui al 2006, continuerà a essere un "protagonista" importante del mercato globale, con tutte le variabili orientate al positivo. Secondo la ricerca i volumi prodotti crescono dai 258,6 milioni di ettolitri del 2001 ai 268 milioni del 2006 (+4,5%); i consumi passano invece da 223,2 a 235 milioni (+5,3%); l'interscambio lievita assai più velocemente, portandosi dai 63,7 milioni di ettolitri di oggi a 73,2 milioni, con un salto che sfiora il 15 per cento. I risultati del rapporto - è stato realizzato su commissione del Salone Vinexpo di Bordeaux, in calendario dal 22 al 26 giugno prossimi - ci spiegano con altrettanta certezza che anche il giro d'affari è destinato a progredire lungo una traiettoria già ben definita, a conferma di una serie di obiettivi abbondantemente conseguiti finora e che hanno reso il settore tra i più dinamici a livello mondiale. La ricerca di Iwsr-Gdr sottolinea che nel 2002 il settore vino ha realizzato nel complesso un fatturato di 101,5 miliardi di euro, l'equivalente del business del settore della cosmesi ed è tre volte tanto quello del discografico. Di più: che lo stesso fatturato fra tre anni arriverà a 111 miliardi di euro, con un delta che sfiora il 9% rispetto all'anno di riferimento della ricerca (il 2001). L'analisi si sofferma quindi sulla determinazione dei differenti ruoli che hanno i vini "fermi" rispetto ai "frizzanti", piuttosto che i prodotti di prezzo medio-alto rispetto a quelli più a buon mercato. Ecco allora emergere che l'offerta dei vini tranquilli, da sola, rappresenta l'80% (180 milioni di ettolitri) del totale vino consumato nel mondo; non solo, ma è proprio questo tipo di prodotto quello che, indipendentemente dal colore, è destinato a fatturare la performance di crescita maggiore (5,4%) a scapito dei vini frizzanti, cui spetta riconoscere il rimanente 20% della torta al cui interno manterrebbe un tasso di miglioramento di solo il 3 per cento. Un altro fattore che misura la dinamica di crescita del settore è quella relativa ai valori del prezzo medio di ciascun prodotto. Anche in questo caso gli analisti dell'istituto di ricerca inglese osservano che il segmento meglio impostato è quello dei vini venduti a più di 5 euro, ma ancora meglio andrà per i prodotti di fascia alta (10 euro e più) sui quali si concentrerà la maggiore domanda, che gli analisti valutano superiore al 40 per cento.

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