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Il Sole 24 Ore

Giv, parte dalla Spa la rotta verso il listino ... Il Giv, Gruppo Italiano Vini, maggiore espressione consortile vitivinicola nazionale e tra i maggiori in Europa con 71 milioni di bottiglie vendute, apre alla privatizzazione e prepara il terreno per l'accesso alla quotazione di Borsa. L'assemblea dei soci tenutasi l'altro ieri nella sede centrale di Calmasino (Verona), dopo avere approvato il bilancio consolidato 2002 chiuso con 246 milioni di euro di giro d'affari (+5% sul 2001) e la distribuzione di un dividendo pari al 10,4% sul capitale investito, ha dato via libera alla proposta presentata dal presidente Rolando Chiossi e dall'amministratore delegato Emilio Pedron che prevede la trasformazione da cooperativa in società per azioni. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Chiossi al Sole 24 Ore - è di dotarci di una struttura che permetta al gruppo di muoversi con maggiore agilità e aderenza sui mercati in modo da cogliere tutte le opportunità che il mercato stesso offre. La Borsa è certo nei nostri piani, ma non abbiamo nè voglia nè necessità di correre». Il processo di trasformazione societaria seguirà comunque un iter già ben delineato dal management del gruppo di Calmasino, cui fanno capo un totale di 14 società equamente ripartite tra Italia ed estero. In sostanza, l'attuale compagine che controlla il 100% delle quote sociali (Cantine Riunite, Civ&Civ, Cevico, Chiantigiane, Mezzacorona e Cantina sociale di Soave) anche dopo la cessione di quote dovrà comunque avere la maggioranza assoluta, stimata tra il 60 e 70%; il rimanente verrà in un primo tempo ceduto a uno o a più soci finanziari in grado di accompagnare Giv verso Piazza Affari. A quel punto il flottante sarà pari alla quota che gli stessi partner finanziari decideranno di fare circolare in Borsa. Nel frattempo l'attività imprenditoriale del Gruppo Italiano Vini - spiega Chiossi - continuerà la marcia intrapresa da tempo, che è andata sempre più qualificandosi negli anni, con investimenti che hanno permesso di accrescere il già consistente patrimonio viticolo a disposizione: oltre mille ettari di vigneti in alcune tra le zone più importanti del Paese, in particolare nel Mezzogiorno dove da alcuni anni opera con una società apposita - Giv Sud - che di recente ha acquistato una nuova tenuta di 100 ettari nella terra dell'Aglianico, in Basilicata. Attualmente, il 27% del totale delle vendite deriva dal mercato domestico, che - a detta dei responsabili del gruppo - negli ultimi anni ha registrato un indice di vitalità «superiore alla media nazionale». Rilevante è poi l'impegno internazionale e, quindi, per le controllate commerciali estere, tra le quali primeggiano la statunitense Friederick Wildman e la francese Carniato. Il consolidato - la capogruppo Giv Italia ha fatturato 161 milioni di euro, con un incremento dell'8% - certificato da Pricewaterhouse Coopers ha chiuso con margine lordo di contribuzione pari a 70 milioni e un cash flow di 9,7 milioni.

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