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Il Sole 24 Ore

La prima volta di una “Città del Vino”: Montalcino taglia il nastro della certificazione di qualità ... Montalcino entra a fare parte del ristretto gruppo dei comuni italiani (una ventina in tutto, finora) a cui è stata riconosciuta la certificazione della qualità ambientale 14001. Il riconoscimento arriva dalla società norvegese Dnv e verrà ufficializzato questa mattina in una seduta straordinaria della Giunta comunale, presieduta dal sindaco Massimo Ferretti. Il quale osserva che “tale riconoscimento è il primo in assoluto che viene assegnato a una delle oltre 500 “città del vino” italiane aderenti all’omonima associazione”. La certificazione arriva dopo quattro anni di lavoro e fa parte del progetto “Montalcino per l’ambiente” perseguito del Comune toscano, curato della società Prassi della CNA Siena e finanziato dalla Camera di Commercio di Siena, nonché dal Consorzio del Brunello. Un interesse quello del Consorzio che si spiega con il fatto che il vino – spiega il direttore dell’organizzazione Stefano Campatelli - costituisce la risorsa economica più importante di Montalcino. “La certificazione, che è volontaria, pè un grosso risultato che premia tutti gli sforzi fatti”, dice il sindaco Ferretti. E aggiunge: “I quattro anni di lavoro si spiegano per il fatto che avevamo alcuni problemi da risolvere, tra cui la zonazione acustica che per legge ciascun comune deve avere per poter avere la certificazione sulla qualità ambientale”. Il bollino sulla qualità ambientale potrà essere assegnato anche alle aziende agricole, artigianali e di trasformazione attive sul territorio, a patto che accettino di ottemperare a una serie di parametri stabiliti dall’ente certificatore. Una superficie che è tra le più estese d’Italia (243 km quadrati) con poco più di 5 mila abitanti, il Comune di Montalcino è famoso per i suoi mieli vergini ma soprattutto per essere la patria di uno dei vini più importanti e famosi a livello mondiale, il Brunello. Di cui se ne producono 5,5 milioni di bottiglie ma l’offerta vinicola totale dei 240 produttori è almeno doppia, per un valore complessivo di 150 milioni di euro, vale a dire la metà di tutta la produzione lorda vendibile comunale pari a 300 milioni di euro.

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