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Il Sole 24 Ore

Non solo spumante per Lunelli: il gruppo leader con il marchio Ferrari diversifica nei vini rossi e nell'alta gamma ... L'operazione è stata avviata: la Ferrari della famiglia Lunelli, leader nella produzione di spumante testa a testa con Berlucchi, ha diversificato nella produzione di vini rossi. L'investimento complessivo risulta intorno a 19 milioni di euro, con una parte significativa utilizzata per l'acquisto di vigneti in Toscana (circa 85 ettari) e in Umbria (una sessantina di ettari). Contemporaneamente i Lunelli hanno messo in cantiere altre iniziative per diversificare le attività tradizionali: l'acquisto di un marchio caratteristico del made in Italy nell'alta gamma e il monitoraggio d'investimenti immobiliari in Romania e in altri Paesi dell'Est Europa. La diversificazione nei vini rossi ha l'obiettivo di completare la gamma dell'offerta del gruppo, che va dallo spumante Ferrari alla grappa Segnana fino all'acqua minerale Surgiva. I nuovi investimenti, che sono realizzati dalla finanziaria di famiglia Vinifin, sono seguiti da Marcello Lunelli, figlio di Franco, 68 anni, presidente onorario del gruppo, uno dei cinque fratelli tra cui è divisa la proprietà della Ferrari. Lo affiancano in azienda Gino Lunelli (64 anni, amministratore delegato e presidente) e Mauro (55 anni, enologo, amministratore delegato della parte campagna e qualità), mentre Giorgio (66 anni, ingegnere che lavora all'esterno del gruppo) e la sorella Carla non sono coinvolti. Alla Vinifin fanno capo oltre 110 ettari di vigneti con una produzione annuale che ha raggiunto quota 8500 quintali di uva chardonney. «Gli investimenti in vigneti sono indispensabili», spiega Gino Lunelli, «per garantire la qualità elevata dei vini. In passato abbiamo acquistato terreni nella zona Trento doc in modo da migliorare sempre di più gli standard degli spumanti. Ora intendiamo procedere in modo analogo per i vini rossi». La diversificazione punta a permettere la crescita del gruppo che controlla circa un quarto della produzione di spumante, con 4,5 milioni di bottiglie vendute e uno stoccaggio medio di 14-15 milioni di bottiglie in maturazione. Ma il giro d'affari è stabile e non lascia spazi adeguati di crescita, anche perchè l'aumento delle quote di mercato richiederebbe una battaglia sui prezzi con i principali concorrenti che i Lunelli non hanno alcuna intenzione di scatenare perchè il prezzo da pagare sarebbe il crollo della redditività. Così negli ultimi anni la scelta è stata di spingere le vendite di bottiglie speciali, nella fascia dei prodotti di altissima qualità, che sono passate dal 26% nel 1996 al 43% nel 2003. Ora la volontà è di procedere anche in direzioni diverse. Le nuove iniziative nel made in Italy e nell'immobiliare sono seguite, oltre che da Gino Lunelli, dal nipote Matteo, 30 anni, figlio del fratello Giorgio, rientrato in Italia dopo sei anni alla banca d'affari Goldman Sachs. L'obiettivo di Gino Lunelli, consigliere di amministrazione dell'UniCredit impresa e di Meliorbanca, in passato tra i fondatori della banca d'affari Akros e presidente della Popolare del Trentino, è organizzare la task force che seguirà l'acquisto di un grande marchio del made in Italy da rilanciare sfruttando l'esperienza fatta con Ferrari.

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