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Il Sole 24 Ore

Dopo il crack Parmalat - Pecci e Antinori ripartono dalla tenuta di Tanzi. A dicembre era stata ceduta in asta per 23,5 milioni di euro ... Un nuovo progetto e nuovi soci per la ex tenuta di Calisto Tanzi, tra le colline di San Vincenzo e il golfo di Baratti a Piombino, nella Maremma toscana. L'azienda agricola di Rimigliano, 550 ettari di terreno, passata lo scorso dicembre alla società toscana il «Poggettino» che se l'era aggiudicata in asta per 23,5 milioni di euro (oltre a 7 milioni di debiti della precedente gestione), ora potrà contare su un nuovo progetto urbanistico e 70 milioni di euro d'investimento da stanziare per i lavori di ristrutturazione. A sottoscrivere il progetto finanziario i soci della Rimigliano Srl, ovvero il marchese Piero Antinori già proprietario del Grand hotel il Tombolo, a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno e Alberto Pecci ex presidente della Fondiaria che insieme ad Antinori avevano già condiviso l'esperienza nel consiglio della compagnia di assicurazione fiorentina. Al loro fianco la famiglia Marchi Falck attraverso la Giofin srl di Gioia Falck sorella di Alberto, deceduto due anni fa e l'immobiliarista toscano Maurizio Berrighi: è stato lui a strappare ai concorrenti, rilanciando in asta, la tenuta toscana dopo che il Tribunale fallimentare di Parma aveva liquidato la Sata srl, la finanziaria della famiglia dell'ex patron della Parmalat. Esce di scena, invece, Roberto Nannini, un altro costruttore locale che per primo si era interessato a rilevare Rimigliano prima del crack del gruppo alimentare, firmando con Stefano Tanzi un accordo preliminare poi annullato dal giudice fallimentare. L'operazione costerà tra acquisto e ristrutturazione circa 100 milioni di euro e i lavori inizieranno il prossimo anno per terminare nel giro di 4 5 anni. Abbandonato il progetto di Francesca Tanzi che prevedeva la costruzione di un mega albergo con annesso centro congressi della dimensione di 18mila metri quadrati, una colata di cemento in mezzo al verde della Val di Cornia, avversato dall'amministrazione locale di centro sinistra che alla fine lo aveva approvato, ora le parole d'ordine dei nuovi proprietari sono la «riqualificazione» , la «cura» e il «mantenimento» del territorio, 550 ettari distribuiti tra terreni agricoli e boschi.
Un'oasi che i proprietari ambiscono a trasformare in un nuovo modello di turismo dove al posto degli alberghi moderni si ristrutturano i vecchi poderi sparsi nella tenuta.
Per Rimigliano che conta su una estensione pari ad un quinto del comune di San Vincenzo (Livorno), è un ritorno alle origini dopo essere passata da un crack all'altro: la tenuta, infatti, era stata ceduta alla fine degli anni Ottanta da Florio Fiorini all'ex patron della Parmalat, dopo il fallimento della Sasea e l'avventura di Odeon Tv.

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