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Il Sole 24 Ore

Strategie commerciali - Zonin si allea con Torres e Barone de Rothschild. Patto a tre per il vino in Cina ... Mai come oggi è il prezzo a fare il mercato del vino. Ma sarebbe sbagliato pensare che questa sia rimasta l'unica arma a disposizione dei vignaioli, come lascia intendere un accordo maturato nel corso del recente Vinexpo di Bordeaux e firmato da tre grandi marchi europei (Torres per la Spagna, Barone Philippe de Rothschild per la Francia e Zonin per l'Italia) per andare a vendere insieme vino di alta fascia in Cina. Certo, nell'ambito del Salone erano insistenti le voci di contratti dibattuti sul filo dei centesimi (una grossa catena della Gdo italiana ha trattato una grossa partite di buon Merlot dall'Argentina a 0,90 dollari per bottiglia fob), ma il produttore Angelo Gaja da Barbaresco, un nome una firma, non manca di mettere in guardia i colleghi di casa sui pericoli di questa politica giocata al ribasso. «Non possiamo ridurre tutto a una questione di prezzo» , dice. «Sarebbe un grosso errore pensare che la qualità del vino e la capacità dell'imprenditore siano variabili di cui si può fare a meno. Questo lasciamolo che siano gli altri a pensarlo; noi invece cerchiamo di fare più ricerca e innovazione: il vino ne ha un estremo bisogno». Quello stesso bisogno che le piccole e medie imprese delle Langhe e del Monferrato possono ora realizzare, grazie a una linea di credito di 100 milioni di euro a tassi agevolati per una durata di 60 mesi che il gruppo UniCredit ha deciso di concedere a fronte di progetti per l'innovazione nei campi della vinificazione, dell'imbottigliamento e di attività commerciali finalizzate a migliorare la competizione sui mercati nazionali e internazionali. Pressapoco quello che gruppi delle dimensioni di Torres (2mila ettari tra Spagna, Cile e California con 50 milioni di bottiglie e 180 milioni di euro di fatturato), dello chateau del Barone di Rothschild e di Zonin (1850 ettari, 36 milioni di bottiglie e 101 milioni di euro di cui il 40% circa all'esportazione) riescono a gestire con mezzi propri e, nel caso dell'export, a pianificare con progetti mirati. Magari affidando l'azione a società costituite ad hoc. Come quella che il gruppo Torres ha avviato qualche tempo fa in Cina (distribuisce già i vini di Bellavista, Pio Cesare, Felluga, Castello di Querceto, Firriato) e che ora, con il nuovo accordo, si appresta a fare un salto di qualità piuttosto consistente. «Il nostro canale di riferimento è la ristorazione di fascia alta», dice il vice presidente di Torres, Jorge Grosse. Che aggiunge di considerare possibile raggiungere nel primo anno di attività le 500mila bottiglie». «La Cina non è un mercato facile - spiega Francesco Zonin, responsabile export dell'azienda di famiglia - tuttavia è un paese dove la cultura del vino sta crescendo sia in termini di produzione sia anche come consumo. Certo ci vorrà del tempo, ma riteniamo di dovere gettare ora le basi per fare conoscere ai cinesi e ai consumatori di altri paesi dell'area le nostre proposte di vini di qualità tipici delle nostre terre».

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