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Il Sole 24 Ore

Qualità della vita - Ricerca Censis - Piace aggregarsi lungo l’Appennino … Firenze, Bologna, Forlì. Il verdetto della classifica del divertimento e della vitalità non cambia dalla scorsa edizione, con Rimini che guadagna il quarto posto ed Enna che mantiene l’ultimo. Il capoluogo toscano guida una classifica che tiene conto di un mix di indicatori …

Enogastronomia. Il ranking (Censis-Aci) della qualità enogastronomica indica ancora Cuneo come provincia con i ristoranti e le cantine di migliore per qualità. Stabili sul podio anche Siena e Bolzano. Molte grandi (Firenze, Roma, Milano) italiane erano nella top ten, a testimoniare come la ristorazione “di rango” sia caratteristica di città ad elevata dotazione di servizi e ad alto reddito, Vibo Valentia chiude la classifica, scendendo di due posti.

Ristoranti. L’indicatore Movimprese sul numero di ristoranti - a prescindere da categoria e prezzo - vede la vittoria di Aosta, che sostituisce Savona e altre 21 province del Centro-Nord. Vibo Valentia è la prima del sud. Cinque province siciliane occupano le ultime posizioni, mentre Milano peggiora la performance della scorsa edizione, piazzandosi al 97° posto.


Bere e mangiar bene - Le tendenze.

L’alto livello non sempre premia


E’ una stagione di grandi “riposizionamenti” nel sistema dell’enogastronomia nazionale. Il 2004 ha registrato significativi mutamenti di tendenza nel mercato del tempo libero, non solo per una generalizzata contrazione dei consumi, quanto per una più marcata razionalità nelle scelte da parte di clienti. Per la prima volta negli ultimi dieci anni -anche alla luce della congiuntura economica negativa - il consumatore italiano, né bulimico da mode, né anoressico da crisi, sembra tornato padrone delle proprie scelte. Ne esce un quadro di settore poco mutato per volumi e valori assoluti, ma molto perturbato in rapporto alle mappe dei prezzi sui territori e delle aziende. Tiene infatti il fatturato per l’export di alimenti di qualità (5 miliardi di euro), e di buoni vini (2 miliardi), la ristorazione (26 miliardi), i consumi in enoteca e wine bar 1,4 miliardi), il turismo enogastronomico (2 miliardi). Ma salgono e scendono, nei ranking di settore, aziende e distretti: perdono posizione i soggetti troppo concentrati a sviluppare processi di qualità assoluta; guadagnano posti aziende e territori capaci di stare in tendenza, sul mercato, con molta flessibilità di prodotto, di prezzo, di comunicazione, di canali distributivi, di packaging di offerta. La classifica enogastronomia delle province italiane - alla seconda edizione nel Dossier sulla qualità della Vita - rispecchia le valutazioni delle maggiori guide di settore. Con un peso probabilmente eccessivo per la densità della ristorazione presente nelle gradi città e per i vini prodotti nei più nobili e classici distretti. Ma anche con note positive sorprese per i territori che riescono a scalare più di 10 posizioni in classifica: Pordenone e La Spezia al Nord; Modena, Ascoli, Macerata, Arezzo e Pescara al centro; Trapani, Enna Sassari, Benevento, Lecce e Taranto al Sud. Il riposizionamento in atto sembra dunque lavorare bene nella direzione di consolidare le nicchie e di ricostruire meglio le presenze sul territorio.

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