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Il Sole 24 Ore

Al via la riconversione dei vigneti ... Una «cura dimagrante» per il vino europeo. Le proposte presentate giovedì da Bruxelles per la riforma del mercato del vino sono drastiche (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Il settore in Europa soffre di un grave squilibrio di mercato, alle prese soprattutto con il calo dei consumi interni, mentre sul piano internazionale è penalizzato rispetto ai concorrenti dei Paesi Terzi da regole troppo rigide sul piano dell'etichettatura e delle tecnologie. Per recuperare competivitità, la Commissione Ue propone una sostanziale riduzione del potenziale produttivo con rilancio dei premi alle estirpazioni e l'azzeramento del meccanismo delle distillazioni che «nonostante gli elevati costi - ha puntualizzato il Commissario all'Agricoltura, la danese Marianne Fischer Boel - non ha ridotto gli stock di vino e ha mantenuto in piedi una domanda artificiale per produzioni che non trovano mercato». Nel pacchetto di proposte, insieme all'abolizione degli «ammortizzatori» anti-surplus considerati inefficienti (attualmente gli stock ammontano a 180 milioni di ettolitri), figurano anche altre modifiche sostanziali sul piano normativo, a cominciare dalla deregulation in materia di etichettatura e di pratiche enologiche, fino all'azzeramento degli aiuti all'arricchimento con mosti e il divieto di ricorrere all'aggiunta di zucchero per innalzare la gradazione alcolica dei vini. Nel segno della continuità con l'attuale Ocm, sarà rilanciata la misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Infine, anche se non immediatamente (probabilmente nel 2013) andrà in pensione uno dei cardini della vecchia legislazione: il divieto di realizzare nuovi vigneti. Un sistema in vigore fin dal 1976, che ha alimentato un fiorente mercato dei «diritti di impianto», una sorta di licenza produttiva. Per finanziare questo maxi riposizionamento del vigneto europeo il budget resta inchiodato sui 1,2 miliardi attuali. Vediamo nel dettaglio le proposte. Estirpazioni. Bruxelles punta a estirpare circa 400mila ettari in cinque anni sui complessivi 3,6 milioni del vigneto Ue. L'obiettivo - per il quale stanziata una spesa di circa 2,4 miliardi di euro - verrà seguito riattivando i premi all'espianto (in disuso da qualche anno). In aggiunta al premio «una tantum», i viticoltori che decidono di abbandonare il proprio vigneto diventeranno titolari di un diritto di pagamento disaccoppiato con importi legati alla media dei diritti corrisposti ad altre colture nella stessa regione. Una sorta di vitalizio, quindi, per i viticoltori che escono dalla produzione. Distillazioni. Il piano di estirpazioni sarà finanziato con le risorse liberate dalla fine del sistema delle distillazioni. La misura antisurplus assorbe in media 15 milioni di ettolitri (ma lo scorso anno si è raggiunta quota 22 milioni, trasformando in alcol anche i pregiati vini Doc di Bordeaux) con un costo per il bilancio Ue di oltre 500 milioni l'anno. Nel segno della lotta alle eccedenze, Bruxelles vuole abolire anche il fenomeno dello zuccheraggio (vietato in Italia, ma utilizzato in alcune regioni di Francia, Germania, Austria e Belgio); giro di vite anche sugli aiuti all'arricchimento con mosti che costano alle casse comunitarie circa 140 milioni. Sempre in tema di mosti d'uva, la Commissione punta a eliminare il divieto finora in vigore di miscelare i mosti importati dai Paesi Terzi con quelli di produzione comunitaria. Budget nazionali. Esclusi i finanziamenti alle estirpazioni, le altre risorse destinate al settore saranno distribuite fra gli Stati membri sottoforma di plafond nazionali che saranno diretti innanzitutto a finanziare le azioni di ristrutturazione dei vigneti. Mentre, in seconda battuta, potranno essere affrontate specifiche esigenze nazionali privilegiando di volta in volta la riconversione varietale oppure misure di prepensionamento dei viticoltori. Etichettatura. Nel progetto i vini europei verranno ricondotti a due sole categorie: vini a indicazione geografica (ovvero le italiane Doc, Docg e Igt) e vini da tavola. Per questi ultimi, inoltre, Bruxelles propone la possibilità (attualmente vietata) di indicare in etichetta il vitigno di provenienza e l'annata. Pratiche enologiche. La Commissione propone l'adozione delle pratiche enologiche autorizzate dall'Oiv (l'Organisation internationale de la vigne et du vin), con buona pace quindi dei tanti oppositori della tecnica di invecchiamento con i trucioli di legno al posto del passaggio in barrique. Tale tecnologia infatti, dopo l'esame dei tecnici Oiv, nel luglio 2005 è stata stata autorizzata perché considerata priva di controindicazioni.
I punti della riforma
Estirpazioni. Stanziati da Bruxelles 2,4 miliardi di euro per estirpare 400mila ettari di vigneto nel giro di cinque anni.
Misure di mercato. Si propone di azzerare la distillazione dei surplus. Sarà vietato il ricorso allo zuccheraggio; aboliti gli aiuti all'arricchimento con i mosti d'uva.
Dotazioni nazionali. Previsto un plafond finanziario nazionale da utilizzare per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti.
Etichettatura. Saranno solo due le categorie di vini: quelli a indicazione geografica (assorbiranno gli attuali marchi Doc, Docg e Igt) e i vini da tavola.
Pratiche enologiche. Saranno permesse in cantina tutte le tecniche produttive autorizzate dall'Organizzazione internazionale Oiv, tra cui l'utilizzo del truciolo al posto della barrique. (arretrato del 24 giugno 2006)
Autore: Giorgio Dell'Orefice

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