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Il Sole 24 Ore

Venerdì al via il “Forum spumanti” ... All’interno del comune di Valdobbiadene c’è un triangolo d’oro: i 106 ettari di produzione del Cartizze. La valorizzazione di questo micro-distretto ha trainato negli anni un incremento costante dei valori immobiliari dell’area. Ed è anche per questa capacità di qualificare il territorio e il vitigno che ha sede a Valdobbiadene l’osservatorio economico nazionale degli spumanti, che ogni anno presenta un Rapporto sull’andamento di un settore composto complessivamente da 750 aziende italiane.
L’appuntamento per gli operatori del settore è a Villa Cedri di Valdobbiadene dove si svolgerà, dal 8 al 12 settembre, il Forum spumanti d’Italia (mentre il 21 ottobre i festeggiamenti dello spumante italiano approderanno addirittura a Roma, al Grand Hotel Parco dei Principi, per il primo Festival degli Spumanti d’Italia). Ma la data più importante all’interno del Forum resta quella fissata per sabato 9 settembre, quando verrà appunto presentato l’Osservatorio 2005.
“È stato un anno davvero ottimo, seguito da un primo trimestre del 2006 in ulteriore incremento di vendite del 5% - dichiara Giampietro Comolli, direttore del Forum -. Le vendite degli spumanti italiani sono arrivate così a 1,9 miliardi di euro e raggiungeranno il tetto dei due miliardi a fine anno: un risultato clamoroso, che vede il Prosecco salire negli Usa al secondo posto, subito dopo lo champagne francese, con circa 16 milioni di bottiglie vendute. Quanto al Prosecco Doc, il valore del sell-out è passato dai 250 milioni di euro del 2004 ai 282 del 2005.
“Vogliamo qualificare sempre di più la produzione - aggiunge il direttore del Forum - facendo acquisire la denominazione di origine controllata anche agli altri prosecchi della zona. È in questo quadro che la nostra associazione, Altamarca, che riunisce le imprese dell’area Doc, diventerà un’agenzia di marketing territoriale per tutti i Comuni del comprensorio”.
L’immagine di questa zona, inoltre, si arricchirà anche di un offerta sempre più appetita, quella termale, che nel Veneto ha centri di grande qualità. Del resto in zona la richiesta di seconda casa segue una moda dettata da una categoria di “vacanzieri” colta e abbiente che ama alternare giornate in collina e in montagna, con puntate sulla costa per sole e mare o per la visita di una città d’arte. Per questo gli operatori del Consorzio a tutela del Prosecco stanno cercando di anticipare questa evoluzione, attrezzandosi per accrescere i servizi sul posto e agevolare questo tipo di esigenze “non tradizionali”.
“Crediamo sia più importante investire qui nelle strutture esistenti per potenziarne la ricettività - interviene Floriano Curto, presidente della Strada del Prosecco - anziché spendere quasi tutte le risorse a nostra disposizione per promuovere l’arrivo dei turisti,un compito che tocca soprattutto alla Regione Veneto, perché non siamo in grado affrontare un’attività così complessa e onerosa”. (arretrato de Il Sole 24 Ore del 2 settembre 2006)
Autore: Paola Guidi

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