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Il Sole 24 Ore

Resca punta al Gambero Rosso ... Il top manager sarebbe a capo di una cordata per acquisire il gruppo... Milano - Grandi manovre intorno al Gambero Rosso, ovvero alla Food wine factory che fa capo a Stefano Bonilli. Da tempo si rincorrono i rumor di mercato relativi all’ingresso di nuovi partner. E le indiscrezioni corrono soprattutto da quando, in via del privata, la Igi Sgr avrebbe fatto sapere di valutare eventuali opzioni. La Igi, cui fa capo il 16% della holding operativa Grh di Roma, è passata di recente dall’orbita di Interbanca a quella di Cipa (Cirla & Palandri).
Il Gambero Rosso è sostanzialmente costituito da tre realtà: la Grh che è il perno delle attività, dall’editoria alla ristorazione alle manifestazioni dedicate all’enogastronomia, la D-gusto Srl cui fanno capo le attività televisive satellitari con Rai e la Gambero Rosso Inc. che ha sede negli Stati Uniti. Il tutto, a monte, fa capo alla Food wine factory il cui capitale, 10,200 euro (dati Cerved) è suddiviso tra Stefano Bonilli e Marinella Viglione (40% cadauno), insieme con Daniele Cernilli e Giancarlo Perrotta (10% paritetico). Nella Grh (capitale sociale 1,5 milioni di euro), accanto alla Food wine factory e alla Igi, troviamo la fiduciaria Negotia (16%) accanto a Bruno Pellegrino (7,11%) e a Furio Massimo Garbagnati (0,37%).
Dagli uffici di Roma Bonilli fa sapere di non voler fare alcuna dichiarazione, così come un coro di bocche cucite circonda tutto il perimetro del Gambero Rosso.
Ma secondo rumor di mercato il riassetto azionario sarebbe imminente e ad essere sceso in campo ci sarebbe Mario Resca, il top manager che ha portato la multinazionale americana Mc Donald’s in Italia e l’ha fatta crescere (e ora guarda anche alle Tlc, si veda il "Sole 24 Ore" di ieri).
Il Gambero Rosso ha saputo in questi anni conquistare una grande notorietà in Italia e all’estero, con le molteplici attività che hanno come punto di riferimento l’enogastronomia.
A guardare i conti appare però qualche scricchiolio. Secondo le analisi Cerved, l’86,8% del giro d’affari dell’intero gruppo è dato dalle attività editoriali in senso stretto, mentre la produzione televisiva rappresenta poco più del 13 per cento.
Quella che possiamo definire la società capogruppo, ossia la Food wine factory - sempre secondo i dati Cerved - risulta aver chiuso il bilancio 2005 con ricavi non rilevati e con una perdita di esercizio di 7.869 euro, a fronte di un capitale sociale di 10.200 euro.
La controllata D-gusto (tv) ha un capitale sociale versato di 7 milioni e 20mila euro. L’esercizio 2005 (dati Cerved) ha registrato ricavi per 4 milioni e 284mila euro a fronte di una perdita di 602mila euro. Lo stato patrimoniale evidenzia, tra l’altro, debiti per tre milioni e 985mi1a euro di cui 2,3 circa verso fornitori; il risultato ante imposte è stato negativo per 562mia euro.
L’ultimo bilancio disponibile Grh (2004) ha evidenziato ricavi per 14,3 milioni (poco più di 3 milioni di utile di esercizio), a fronte di debiti per 15 milioni e 215mila euro (7,7 milioni di crediti). Il risultato ante imposte è stato positivo per 3,2 milioni; il bilancio 2004 ha avuto proventi straordinari per 6,1 milioni di euro. Secondo le indiscrezioni Resca sarebbe interessato a entrare nel capitale del gruppo Gambero Rosso con l’obiettivo di rilanciarne le attività.
L’orizzonte di Resca è oggi ampio. Dopo aver sviluppato le attività di Mc Donald’s in Italia a partire dal 1995, Resca ha via via messo a frutto le competenze maturate nella ristorazione con quelle del manager esperte di private equity e sta consolidando una rete di alleanze. E entrato nel Cda di Mondadori ed Eni, è presidente di Confimprese e della Cdc americana in Italia, ha in gestione la complessa pratica Cirio. Ma è anche entrato nella Arfin, società finanziaria che annovera tra i partner esponenti delle famiglie Todini e Zaleski.
Da quel che si sussurra tra i manager Usa a Milano, Resca starebbe poi costituendo un pool di investitori, con solide basi oltreoceano. Al riguardo è stata costituita la società Rile development, che potrebbe diventare una sorta di catalizzatore di investimenti di venture capital, orientati verso realtà in crescita sia nel business alimentare/ristorazione, ma anche in settori industriali.

Il polo "Gambero Rosso"
Food Wine Factory Srl:
Grh - 60% (Gambero Rosso Holding)
D-Gusto Srl - 100%
Gambero Rosso Inc. Usa - 68,5%

Azionariato Food Wine Factory
40% - Stefano Bonilli
40% - Marinella Viglione
10% - Daniele Cernilli
10% - Giancarlo Perrotta
(arretrato de Il Sole 24 Ore del 23 settembre 2006)
Autore: Vincenzo Chierchia

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