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Il Sole 24 Ore

Consorzi di tutela, arriva il manager ... Anche i Consorzi di tutela hanno bisogno di un manager. Di un profilo professionale specializzato nel settore agroalimentare ma con competenze amministrative, contabili, tecnico-scientifiche e commerciali. È il Veneto a lanciare l’albo dei direttori dei Consorzi di tutela. Una proposta inaspettata, che sta però prendendo forma proprio in questi giorni. L’iter burocratico deve ancora essere avviato ma il progetto, nei suoi punti salienti è già stato definito. A farsene promotore Giampietro Comolli, ex direttore del Consorzio di tutela dei vini Franciacorta oggi al timone del Forum Spumanti d’Italia a Valdobbiadene (Tv).
“I Consorzi, che sono associazioni di imprese e categorie - spiega Comolli - giocano oggi un duplice ruolo di interfaccia tra la produzione e il consumatore. Parliamo di una realtà che solo in Veneto conta circa 40 enti di cui ben 24 dedicati al vino. Questi ultimi, in particolare hanno acquisito competenze di certificazione e tracciabilità di filiera, con conseguente carico di responsabilità nei confronti del consumatore”. Non esiste però alcun percorso universitario per formare profili professionali ad hoc da inserire alla guida di questi Consorzi. “La nomina dei direttori - continua Comolli - avviene spesso per chiamata privata e per conoscenza locale, su candidature volontaristiche di imprenditori”.
Da qui il bisogno di creare una nuova figura professionale che sia istituzionale, ma super partes e di garanzia. Un esperto tout-cour assunto a contratto che sia responsabile tecnico del Consorzio. “Le Camere di commercio - aggiunge Comolli - già da qualche anno hanno istituito un albo nazionale dei segretari generali. Questo permette agli addetti di scegliere, visionando l’albo e i curricula, le professionalità in linea con le proprie richieste. Miriamo a un albo di questo tipo anche per i Consorzi”. Intanto, è al varo la proposta di poter istituire, in collaborazione con un Ateneo veneto, un master unico per i futuri dirigenti dei Consorzi di tutela. Un percorso sul modello americano che preveda un 50% di didattica frontale e un 50% di stage nei settori di competenza.
(arretrato de Il Sole 24 Ore del 27 novembre 2006) 

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