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Il Sole 24 Ore

Il titolare della casa di torrefazione Hausbrandt lancia un brut rosé “delicato” ... Zanetti affianca l’uva al chicco di caffè... Si chiama Wildbacker è un vitigno a bacca rossa e in Italia non sono in tanti a conoscerlo. Anche perché con quel nome austriaco, meglio Stiriano, che si porta dietro non solo non è agevole da pronunciare, ma non è assimilabile ai tanti autoctoni che vanno per la maggiore. E tuttavia autoctono lo è diventato in quelle aree del Nord- Est dove ha trovato l’habitat giusto, al punto da divenire vino di punta per alcune aziende. Una di queste è la Tenuta Col Sandago di Susegana, sulle pendici collinari di Conegliano Veneto, che oltre al vino ha deciso di impiegarlo anche per fare una particolare linea di spumante brut dalla elevata acidità e dal tenue colore di petali di rosa.
La tenuta appartiene a Martino Zanetti, imprenditore assai conosciuto nel mondo del caffè per essere titolare della casa di torrefazione Hausbrandt di Trieste, nonché della birra Theresianer. Con questa predisposizione all’asburgico, va da sé che anche il vino doveva ripetere lo standard di casa Zanetti. Il quale ha avuto buon motivo per fare di questo rosso un punto di forza dei propri interessi enologici. Che comprendono anche le Case Bianche, altra tenuta di 40 ettari situati sempre in zona di Prosecco Doc e con una gamma produttiva allargata anche a una bella collezione di Cabernet Sauvignon e Merlot. Ma il vitigno che in questo momento fa parlare di più in casa Zanetti e non solo è, appunto, il Wildbacker.
Non solo perché lo stesso Zanetti si compiace a definirlo “un aristocratico selvaggio e autoctono”, ma perché il noto ed estroverso enologo Franco Bernabei, all’epoca dell’ultima vendemmia ha deciso che tutti i grappoli meno maturi non ottimali per la vinificazione del rosso tranquillo fossero raccolti in una fase successiva e utilizzati per essere spumantizzati. Il risultato è un brut rosé delicato e a basso contenuto di zuccherino che il responsabile commerciale dell’azienda Lionello Lot ha pensato bene di portare al Vinitaly per presentarlo alla forza vendita. Non l’avesse mai fatto: in soli due giorni di degustazione è stata esaurita tutta la disponibilità, con le ottomila bottiglie in magazzino che sono state tutte prenotate dai distributori. Voleva essere un esperimento. E invece si è rivelato un caso di successo. A cui peraltro Zanetti è evidentemente abituato.

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