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Il Sole 24 Ore

Italian Style, forze unite per crescere all’estero ... Una cordata di 17 enti con un fatturato da 3 miliardi... “I consumi interni, per cause strutturali, non crescono e la popolazione non aumenta, ma diventa più vecchia. Per cui non ci resta che puntare sui mercati emergenti, dove la domanda cresce a ritmi del 7-8% l’anno”. Parte da questa riflessione il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, per salutare la nascita di Is-Italian Style, primo maxi-consorzio cooperativo che opererà sul fronte dell’internazionalizzazione per diffondere nel mondo le eccellenze dell’agroalimentare made in Italy. Una cordata promossa da FedagriConfcooperative, formata da 17 realtà export-oriented con un fatturato aggregato di 3 miliardi di euro, di cui il 30% realizzato con la commercializzazione di propri prodotti in oltre 50 Paesi. Un’iniziativa, ha detto De Castro alla presentazione del consorzio, nei giorni scorsi a Roma, che “va nella direzione che abbiamo sempre auspicato, ossia migliore organizzazione, unita alla grande qualità dei nostri prodotti”.
I positivi risultati dell’ export nazionale di settore - 22 miliardi di euro nel 2006 e una crescita del 17% nei primi tre mesi di quest’anno - secondo il ministro “dimostrano che le aziende ci stanno credendo, ma bisogna lavorare di più e meglio per portare i nostri prodotti nei punti vendita dei mercati esteri”. Anche perché tra i nodi da sciogliere c’è quello della contraffazione alimentare che attualmente conta un giro d’affari di 52 miliardi e fa perdere all’Italia 2,5 miliardi l’anno. “Per ogni prodotto italiano presente sul mercato statunitense - ha osservato Giovanni Garagnani, del comitato esecutivo di Is (e direttore generale di Cirio De Rica) - ve ne sono almeno otto che imitano o, quantomeno, fanno riferimento all’Italia”.
“Gli obiettivi di Italian Style - ha spiegato il presidente di Fedagri, Paolo Bruni - non resteranno sulla carta: sono stati scelti India e Cina come Paesi verso i quali indirizzare la prima missione. L’Italia nel 2004 è stata tra i primi dieci fornitori dell’india, soprattutto di prodotti caseari, olio d’oliva, pasta e vino. E in Cina la domanda di made in Italy è cresciuta a tassi note oli negli ultimi due anni: del 169% per l’olio d’oliva, del 14,5% per i vini e del 37%, per la pasta”.
Il progetto per la promozione, l’informazione e la divulgazione in India e Cina, di durata biennale, è in fase di predisposizione al Mipaaf e sarà sostenuto da un finanziamento di 2,1 milioni di euro: il 50% a carico dell’Unione europea, il 20% del Governo italiano e il 30% delle aziende consorziate. Intanto, il presidente Fedagri ha chiesto al Governo e al ministro De Castro di continuare a percorrere la strada del dialogo diplomatico con i Paesi in cui esistono ancora barriere commerciali. In Giappone, Stati Uniti, India, Australia e Svezia, ha detto Bruni, “dietro quelli che sono chiamati regolamenti fitosanitari o regolamenti di tipo salutistico si nasconde una vera e propria barriera commerciale che impedisce la libera circolazione dei prodotti”.

Cooperative - 17
Settori - Vinicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario
Soci - 90.000
Regioni interessate - 12
Fatturato aggregato - 3 mld di euro
Quota export - 30%
Paesi di destinazione - 50
Investimento per la missione in India e Cina - 2,1 mld di euro

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