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Il Sole 24 Ore

L’agroalimentare fa rotta su Stoccolma ... Un piano di De Castro e Bonino per sostenere le iniziative di promozione… L’agroalimentare italiano fa tappa a Stoccolma per rafforzare l’export dei prodotti made in Italy in Svezia e nei Paesi scandinavi e baltici. I ministri del Commercio internazionale e delle Politiche agricole, Emma Bonino e Paolo De Castro, hanno chiuso mercoledì due giorni di lavoro nei quali hanno incontrato i loro colleghi svedesi, Sven Tolgfors e Eskil Erlandsson, e i principali gruppi della grande distribuzione organizzata (Ica, Coop Sverige e Axfood) che in Svezia controlla oltre i due terzi delle vendite di prodotti agroalimentari. L’obiettivo è quello di incrementare la quota italiana, ferma al 4,2%, in un mercato “maturo” che vale comunque 325 milioni di euro per l’export made in Italy e nell’ultimo anno ha messo a segno una crescita del 142 per cento. I due ministeri hanno stanziato un fondo ad hoc di 3,6 milioni di euro e stanno mettendo a punto, insieme a Ice e Buonitalia, le modalità operative dell’operazione di promozione.
L’Italia è al quinto posto nella classifica degli esportatori, distanziata nettamente da Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Germania che da soli si aggiudicano il 60% del totale dell’import agroalimentare svedese.
Tra i prodotti più esportati ci sono, oltre alla pasta, l’ortofrutta (con circa 60 milioni di euro l’anno) e il vino (63,2 milioni) che però sconta l’elevato livello di tassazione e il monopolio statale sull’import di alcolici. Il ministro Bonino ha puntato l’indice sulla scarsità delle risorse e sull’inefficacia delle politiche di promozione: “La Svezia e i Paesi scandinavi rappresentano aree di grande interesse e di potenziale espansione per il made in Italy, ma a causa dell’eccessiva frammentazione delle iniziative di promozione pubbliche e private non riusciamo ancora a presentarci come sistema Paese e i nostri prodotti di fatto scarseggiano sugli scaffali. Per questo, insieme a Ice e Buonitalia abbiamo incontrato i principali attori della Gdo scandinava ai quali abbiamo presentato il nostro progetto, valutando strategie comuni. Dobbiamo ricordarci - ha aggiunto - che l’internazionalizzazione per le nostre imprese non è un optional ma una strada obbligata”.
“Non si tratta solo di affermare i prodotti ma di allargare l’offerta - ha spiegato poi De Castro-. I prodotti italiani di qualità sono sempre più richiesti all’estero e bisogna saper soddisfare la domanda, Anche perché portando i prodotti sugli scaffali si difende il made in Italy dalle contraffazioni”.
Proprio dalla battaglia per la tutela dei prodotti italiani dalle imitazioni parte la strategia di Buonitalia, la società per la promozione e l’internazionalizzazione che fa capo al ministero delle Politiche agricole, illustrata ieri dal presidente, Emilio De Piazza. La prime iniziative saranno realizzate negli Stati Uniti, il principale mercato per l’export agroalimentare italiano ma anche quello dove i fenomeni di “pirateria” sono più frequenti.

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