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Il Sole 24 Ore

Germania, boom del vino italiano ... Agroalimentare. Verso Berlino una bottiglia esportata su tre. Mastroberardino: la crescita continuerà. Dopo cinque anni di calo acquisti tedeschi in rialzo del 12,2%... Germania uber alles per il vino italiano. Che con le esportazioni tornate a crescere (+12,2 per cento) vede riaprirsi dopo cinque anni quello che è sempre stato il principale mercato estero acquirente.
Nel 2006, su un totale di 18,2 milioni di ettolitri di vino esportato dall’Italia (+13,2%), più di 6,3 milioni per un valore di 703 milioni di euro hanno preso la strada per Berlino. Come dire una bottiglia su tre è finita sulla tavola della famiglia tedesca. Il che costituisce di per sé un primato difficilmente eguagliabile. Basti dire che il secondo maggiore acquirente sono gli Stati Uniti con 2,35 milioni di ettolitri. Ora, che questa leadership della Germania fosse inattaccabile, nonostante i tagli degli ultimi anni, lo si poteva immaginare. Quel che invece costituisce una sorpresa in positivo è il ritorno alla crescita dei volumi esportati su questo mercato di Chianti, Soave, Montepulciano d’Abruzzo e quant’altro targato Italia.
Un risultato che è positivo nell’entità accumulata, appunto il 12,2% in più sul 2005, ma ancora di più lo è nel fatto che la buona performance arrivi dopo molti segni negativi che datano dall’inizio del nuovo secolo. Da quando, cioè, la Germania unita, colpita da una tremenda crisi economica, in fatto di vino, e non solo, ha finito per orientare le proprie scelte verso prodotti di minore prezzo. Per il presidente di Federvini Piero Mastroberardino, che ieri ha presieduto l’annuale assemblea della Federazione, la performance tedesca è qualcosa che va oltre un semplice segnale. “Siamo in presenza di qualcosa assai significativa e incoraggiante: perchè blocca una tendenza negativa che dura da parecchio e perchè, alla luce delle notizie che continuano ad arrivare dalla Germania, abbiamo modo di ritenere che la crescita del 2006 ha tutti i presupposti per continuare e consolidarsi”.
Mastroberardino, nel prendere atto della nuova ipotesi di Bruxelles di portare da 400 a 200mila gli ettari da estirpare - secondo quella che sarà la piattaforma della riforma del vino -, non ha tuttavia nascosto le difficoltà presenti sul mercato interno e che la professione continua ad avvertire. Difficoltà di tipo congiunturali, ma anche proposte restrittive in materia di pubblicità e limitative per l’attività dei locali di vendita che certo non aiutano la ripresa dei consumi. Ma anche prese di posizioni da parte di taluni ambienti che, con superficialità, non esitano a mettere il vino sullo stesso piano delle sostanze stupefacenti. “Tutte manifestazioni - ha spiegato Mastroberardino - che danno a noi imprenditori la netta sensazione di subire un’offensiva dall’interno di un Paese che si ritiene benefici degli sforzi dell’internazionalizzazione che il nostro sistema sta promuovendo con successo”.

Primato alla Germania - L’export di vino nel 2006
Paesi / Milioni di ettolitri /Variazione % sul 2005
Germania / 6,3 / +12,2
Usa / 2,3 / +5,1
Gran Bretagna / 2,1 / -5,8
Francia / 1,4 / +16,5
Svizzera / 0,7 / -0,6
Canada / 0,6 / +15,7
Repubblica Ceca / 0,6 / +28,1
Totale export / 18,2 / +13,2

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