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Il Sole 24 Ore

Corre l’export di vino in Usa ... Made in Italy. Nel primo quadrimestre vendite a +18%... La strada è tutta in salita per l’Italia che si appresta a negoziare i contenuti della bozza di riforma del mercato del vinci. Bozza che Bruxelles presenterà ufficialmente il 4 luglio e che insiste su estirpazioni, nuove pratiche enologiche, reinterpretazione delle denominazioni, promozione e altro ancora.
Tutti punti che “vedrà l’Italia giocare a tutto campo, restando alleata agli altri Paesi dell’area mediterranea che hanno i nostri stessi problemi”, ha detto il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro partecipando al dibattito sulla nuova Ocm vino organizzato dalla Confagricoltura. A stemperare i cattivi umori di vignaioli e vinattieri ci pensa la congiuntura enologica internazionale che vede la Penisola sempre più protagonista in particolare sul mercato Usa, dove come informa l’Iwfi di New York l’export di vino made in Italy continua a mietere record. E consolidare la leadership distanziando anche gli agguerriti e temuti australiani.
È un fatto che da gennaio ad aprile di quest’anno l’export di Pinot grigio, Chianti, Soave, Nero d’Avola e quant’altro ha totalizzato 705mila ettolitri, con un salto rispetto allo stesso periodo dell’anno prima del 18 per cento.
Meglio è stato fatto in valore, con 342 milioni di dollari all’attivo e un segno positivo del 18,5 per cento. Dal che si evince che la performance è avvenuta senza sconti sui listini. Cosa che invece accade di fare agli australiani con la politica del salto del canguro, che si traduce in una forsennata spinta di prodotti anche sfusi (+19% a 701mila ettolitri) a scapito dei valori (+10,5%). A parte questo trend di indubbio successo, per l’Italia (e non solo) il futuro vitivinicolo è tutto un interrogativo.
E questo proprio a causa del controverso contenuto della proposta di riforma Ocm respinto dalla totalità degli intervenuti al dibattito della Confagricoltura. Il cui presidente Federico Vecchioni non ha esitato ad affermare che “la proposta della Commissione Ue è lontana dal mondo agricolo e va fermamente ostacolata”. In che modo? Lo si capirà presto dalla strategia delle alleanze tra Paesi membri che il ministro De Castro ha deciso di volere perseguire. Salvo chiedere alle stesse organizzazioni professionali di stilare un memorandum delle priorità che non presti il fianco alle facili velleità del tutto e subito.

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