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Il Sole 24 Ore

“Su qualità e prezzo la sfida tra i vini” ... L’addio al vino da pasto è acquisito, così come il fatto che i consumi siano destinati a ridursi tra 20 e 50 litri pro-capite, ma il vino avrà un futuro positivo se i produttori sapranno abbinare qualità e tecnologia e anticipare i gusti dei consumatori. Parola di Peter Hayes, presidente dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), australiano, che oggi riceverà - con atonia Arslan, Giani Berengo Gardin, Milo Manara e Hans Dietrich Genscher - il premio Masi per il contributo dato alla “civiltà del vino”.
Presidente, il futuro del vino sarà nella tradizione europea o nella tecnologia che ha permesso al suo Paese di trovare grandi spazi sul mercato?
Sarà soprattutto in una qualità cui devono concorrere in maniera adeguata tecnica e prezzo. L’Australia ha fatto grandi investimenti in ricerca ed innovazione e ha avuto ottimi risultati, ma deve anche sopportare costi elevati per distribuire il suo prodotto. L’importante è saper dare a ciascun consumatore ciò che chiede. Sicuramente il cosiddetto vino da pasto appartiene al passato, oggi possiamo parlare di due grandi fasce: un vino attento al rapporto qualità-prezzo e uno di target più elevato al quale concorrono varietà, terreno e molto altro ancora.
Ma i produttori possono pensare positivo al futuro?
Penso di sì, anche se bisogna prendere atto di un cambiamento molto forte. C’è la concorrenza sempre più forte di altre bevande che stanno mutando radicalmente gli stili di vita e anche il consumatore ha esigenze diverse. I produttori devono saper intercettare tutto questo puntando sempre sulla qualità. Si potrà tranquillamente accettare una diminuzione della quantità prodotta perchè, parallelamente, c’è una crescita di valore se ci si apre a innovazione, tecnica e scelta di varietà e terreni di coltura più adatti.
Presidente Hayes, non teme che le campagne antialcoliche in atto in molti Paesi, a cominciare dall’Italia, possano danneggiare il settore vinicolo?
Non sottovalutiamo il problema, ma il vino non può essere generalizzato come alcol: è un elemento di civiltà e di cultura, fa parte di uno stile di vita ed è legato al cibo. Sicuramente questo sarà, con la tecnologia, la tradizione e l’evoluzione del gusto, uno dei temi dell’assemblea generale dell’Oiv che si terrà il prossimo giungo a Verona.

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