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Il Sole 24 Ore

La doppia sfida di VeronaFiere ... Esposizioni. Il direttore generale Mantovani: in vista una rassegna dedicata al “Lifestyle” italiano. L’ente scaligero punta a crescere negli Stati Uniti e progetta la quotazione... La Fiera di Verona cavalca il successo negli Stati Uniti per puntare alla Borsa. Giovanni Mantovani, 50 anni e da sette direttore generale. di VeronaFiere, approfitta di una visita americana per dichiarare l’interesse, al termine d’una transizione verso la privatizzazione, a quotare sul mercato quello che definisce “il maggior organizzatore diretto di manifestazioni fieristiche in Italia, secondo in assoluto per fatturato nella penisola e primo negli Stati Uniti”.
La formula di un possibile sbarco sulla piazza azionaria resta da definire, con due grandi ipotesi tra cui scegliere: la quotazione dell’intero gruppo, oppure una separazione “delle attività immobiliari”, legate ai locali della Fiera “da quelle gestionali”, cioè i marchi e servizi controllati da Veronafiere. Spetterà ai soci risolvere i dubbi: oggi il gruppo, misto pubblico-privato, vede la partecipazione di Comune e Regione, il Veneto, e di grande banche come Unicredit e Banco Popolare di Verona. Lo scommessa in preparazione sulla Borsa può far leva sui punti di forza di VeronaFiere, in Italia come all’estero. L’America rappresenta, stando a Mantovani, ancora solo il 5% del business. Ma si tratta di una relazione sempre più forte: ben seimila operatori statunitensi hanno preso parte l’anno scorso alle manifestazioni internazionali organizzate dal gruppo. Il marchio più popolare in portafoglio, Vinitaly, ha registrato l’11% di arrivi americani su 33.000 presenze complessive. Né è un esempio isolato: la Fiera sta promuovendo aggressivamente Marmomacc nel marmo, che ha appena chiuso i battenti a Verona. E ha promosso la partecipazione italiana a StonExpo a Las Vegas, tra il 18 e 20ottobre, dedicata a macchinari e tecnologie e alla quale Mantovani ha guidato una squadra di imprenditori. Il ruolo di VeronaFiere vanta corsi di formazioni destinati a architetti americani per stimolare il ritorno dell’utilizzo del marmo.
VeronaFiere ha anche in programma di espandere il proprio raggio d’azione, con una missione sempre più globale. Negli Stati Uniti sta progettando una nuova manifestazione dedicata al Lifestyle italiano, forse con debutto a New York. La scommessa è quella di esser sempre più un gruppo di servizi, marketing e brand globale, non solo di esposizioni. Questa posizione, a suo avviso, può essere costruita grazie al controllo diretto che ha dei marchi delle manifestazioni.
Già oggi il gruppo può contare, nell’insieme, su trenta eventi fieristici di cui 18 di proprietà, 1,1 milioni di visitatori certificati di cui 120mila esteri, l4mila clienti espositori, 70,4 milioni di euro di fatturato - che salgono a 119 milioni quando si aggiungano attività collaterali - e un miliardo di indotto. Ma l’esperienza recente, per Mantovani, è rivelatrice delle potenzialità tutt’ora da cogliere. StonExpo, spiega, “è il più importante salone del marmo in America con il quale, attraverso Marmemacc, abbiamo stipulato un anno fa un accordo di collaborazione. Il marmo è un prodotto strategico per l’Italia, con affari per più di 4,5 miliardi di euro, di cui 1,2 all’export, e con l’America che pesa per il 40 per cento”.
La partecipazione a StonExpo, continua, “ha permesso alle nostre imprese di consolidare i rapporti con i partner locali e a VeronaFiere di diventare l’organizzatore fieristico italiano numero uno in America”. Veronafiere, inoltre, “da tempo porta nel mondo il VinItaly Tour, dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Cina al Giappone e all’India”. Un modello globale che vuol essere replicato altrove: “A novembre - dice Mantovani - andremo alla fiera delle costruzioni “Big five” di Dubai. E stiamo lavorando per internazionalizzare FieraAgricola. Qui i nostri interlocutori sono alcuni Paesi dell’Est europeo, ma non ci fermeremo a loro”.
VeronaFiere, di sicuro, snocciola cifre sulla sua abilità di proseguire sulla strada dello sviluppo: negli ultimi anni ha investito quasi cento milioni di euro ed entro il 2011 prevede nuovi investimenti per 68 milioni, cui dal prossimo mese potrebbero aggiungersi altri 55 milioni.

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