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Il Sole 24 Ore

Italia, attenta al negoziato ... Con la riunione dei ministri agricoli di ieri è partito il lungo negoziato che riscriverà le regole della Politica agricola comune. Sussidi slegati dalla produzione, tagli alle aziende che incassano gli importi più alti, travaso di fondi a favore dello sviluppo rurale: sono i tre pilastri sui quali si fonderà la Pac del futuro. Per ora, sembra che nessuno sia disposto a fare barricate. Ma da qui al secondo semestre del 2008, quando la presidenza francese cercherà di mettere il sigillo finale al negoziato, c’è spazio per cercare gli aggiustamenti e le deroghe a questa deregulation. Il problema, allora, per l’Italia è di focalizzare quei pochi punti chiave sui quali lavorare per adattare al meglio la nuova Pac alle esigenze del modello agricolo italiano. Per fare questo, però, non basta avere un buon ministro (e De Castro ha già mostrato di essere un valido negoziatore); c’è bisogno che anche dal variegato associazionismo agricolo arrivi un segnale chiaro e condiviso sulle scelte strategiche da portare avanti. Evitando gli errori del recente passato, quando le “eccezioni” ottenute a Bruxelles non hanno poi trovato pratica applicazione.

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