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Il Sole 24 Ore

“Arte e vitigni insieme per raggiungere l’eccellenza” ... “L’arte non è in contraddizione con la mia passione, quella di produrre vino qui, a Montalcino. Anzi, credo che le due cose possano camminare insieme. Almeno, io cerco di fare bene entrambe le cose”. Sandro Chia, 62 anni, è uno dei più grandi pittori espressionisti italiani, conosciuti in tutto il mondo. Parla dalla sua “fortezza”, quel Castello Romitorio che quando il pittore fiorentino l’ha acquistato “era solo sterpaglia” e che oggi è un gioiello. “Bisogna puntare sempre all’eccellenza, nelle cose - afferma Chia -. E solo da questo modo di fare e di pensare che si ha poi un prodotto unico. Che sia un’opera d’arte o solo vino, quello che veramente conta è cercare il sublime”.

L’azienda, gestita in maniera familiare - Sandro è affiancato dal figlio, Filippo, trentenne, che ha la funzione di direttore esecutivo del Castello Romitorio - persegue fin dagli esordi la strada della qualità anche attraverso la scelta, affatto scontata, di effettuare una produzione annua piuttosto limitata. Dei ventidue ettari complessivi della tenuta, circa ventuno sono vitati; da essi vengono prodotti dalle 3mila alle 5mila bottiglie del Brunello di Montalcino Riserva. Sono soltanto due le annate di Riserva prodotte fin ad ora: il 1997 e il 1999, due annate riconosciute straordinarie e premiate con le cinque stelle dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino. La produzione del Brunello di Montalcino, invece, oscilla dalle 10mila alle 28mila bottiglie annue; il Rosso non supera quasi mai le 10mila. Lievemente superiore, ma sempre di nicchia, la quantità di bottiglie di Romito di Romitorio, un rosso doc, blend di 60% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon e 20% Canaiolo: se ne producono 12mila ogni anno.

La fissazione per l’immagine ha caratterizzato l’iter di Chia: padre della Transavanguardia, movimento del quale è esponente insieme a Cucchi, Clemente, De Maria, Paladino, è partito dalla pittura - che rimane ancora oggi il suo grande amore - per allargarsi alla scultura, con incursioni nel mosaico fino a sperimentare l’immagine video, concepita come un mosaico moderno costituito da pixel piuttosto che da tessere di vetro.

Ma Chia ha deciso di andare oltre e di tentare l’applicazione dell’arte a un mestiere considerato da sempre tecnico e manuale: produrre vino. “Il vino è una macchina per pensare, per ragionare - ha ricordato in una intervista a WineNews - Esso esiste nella mitologia, come l’olio, la pittura, elementi primordiali, dei buoni compagni per l’uomo, nel senso dell’umanità”.
“Un quadro, come il vino, crea la condizione mentale per raccontare una storia - aggiunge l’artista -. Non è insolita, quindi, la scelta di investire in un settore che a prima vista sembra avere poco a che fare con il mondo dell’arte”.

Gli esordi di questo artista-vignaiolo, sposato con Marella Caracciolo dalla quale ha avuto
due figli (altri due sono nati da precedenti matrimoni negli Usa) rievocano le storie di altri artisti: approdato a New York nel 1979 - aveva con sè i quadri arrotolati in quanto, ricorda, non aveva nemmeno i soldi per la spedizione assicurata - fu respinto dai galleristi perché sconosciuto. Solo pochi mesi dopo, però, un entusiasta Andy Warhol ne scopriva il talento e consigliava l’acquisto delle sue opere perfino a Mick Jagger, leader dei Rolling Stones. In pochi anni Sandro Chia divenne uno degli artisti più richiesti della Grande Mela.

La sua avventura enologica, invece, inizia per caso nel 1984 con l’acquisto del Castello Romitorio di Montalcino, un maniero del XIIesimo secolo, piuttosto malmesso, circondato da ventidue ettari di terreno. Dopo lunghissimi e ingenti lavori di restauro, il Romitorio gode oggi di un rinnovato splendore e si presenta all’occhio di un visitatore come una vera e propria fucina d’artista, che nasconde nel suo sottosuolo, a guisa di una caverna, una modernissima cantina enologica multimediale.

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